Etnofarmacologia, Foligno chiude il congresso internazionale

Etnofarmacologia, Foligno chiude il congresso internazionale

Oltre 160 ricercatori e 230 abstract in quattro giorni umbri

📌 FLASH NEWS – Foligno chiude il 25° Congresso Internazionale di Etnofarmacologia: oltre 160 ricercatori da cinque continenti e più di 230 abstract. Quattro giorni tra ricerca, formazione, medicina transculturale, natura e territorio umbro.


Si è concluso a Foligno il 25° Congresso Internazionale della International Society for Ethnopharmacology (ISE), che dal 14 al 17 settembre ha riunito all’Auditorium San Domenico studiosi e ricercatori provenienti da ogni parte del mondo. Quattro giornate dedicate al confronto sulle medicine tradizionali, sulla medicina transculturale e sul rapporto tra conoscenze antiche e ricerca scientifica contemporanea.

L’iniziativa è stata organizzata dalla International Society for Ethnopharmacology, dal Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia e dal Centro Studi Città di Foligno. Il congresso ha registrato la presenza di oltre 160 studiosi e ricercatori provenienti dai cinque continenti e la presentazione di più di 230 abstract scientifici.

Un confronto internazionale tra discipline diverse

Al centro dei lavori è stato posto il tema “Etnofarmacologia e medicina transculturale”, affrontato attraverso il contributo di discipline differenti. Farmacologia, medicina, botanica e antropologia hanno rappresentato gli ambiti principali del confronto sviluppato durante le sessioni congressuali.

Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra saperi tradizionali, sostanze naturali e ricerca scientifica contemporanea. Significativa anche la presenza di delegazioni straniere, con studiosi ed esperti arrivati, tra gli altri Paesi, dall’India e dal Tibet.

L’appuntamento ha così consentito di mettere in relazione approcci scientifici e conoscenze sviluppate in differenti contesti culturali, favorendo lo scambio tra ricercatori impegnati nello studio delle pratiche terapeutiche tradizionali.

Gli incontri aperti alla cittadinanza

Il congresso non è rimasto confinato agli spazi riservati agli addetti ai lavori. Una parte del programma, intitolata “La natura e il benessere di corpo e mente”, è stata infatti aperta alla partecipazione della cittadinanza.

Tra gli appuntamenti organizzati nel centro storico di Foligno hanno trovato spazio gli incontri sulla medicina tradizionale tibetana, condotti da esperti arrivati dal Tibet, e l’approfondimento sulla fitoalimurgia e sulle conoscenze popolari curato da Luciano Loschi.

Il programma ha compreso anche le esperienze nella Stanza delle tisane e attività pratiche dedicate al Tai Chi e allo yoga. In questo modo la dimensione scientifica del congresso è stata affiancata da momenti di divulgazione rivolti a un pubblico più ampio.

Il territorio umbro entra nel programma scientifico

Una parte delle attività è stata dedicata anche alla conoscenza del patrimonio naturale e culturale regionale. I partecipanti hanno preso parte a una passeggiata guidata nella Palude di Colfiorito, durante la quale è stato approfondito il valore delle piante officinali sotto il profilo etnobotanico ed etnofarmacologico.

La visita ha permesso di osservare il patrimonio di biodiversità dell’area e di collegare direttamente il territorio ai temi affrontati durante il congresso.

Per congressisti e accompagnatori è stata inoltre organizzata una visita agli affreschi di Giotto nella Basilica di San Francesco ad Assisi. Le due iniziative hanno consentito di affiancare alle sessioni scientifiche la conoscenza di luoghi rappresentativi del patrimonio naturale e culturale dell’Umbria.

Spazio alla formazione degli studenti universitari

Un ruolo specifico è stato assegnato anche alla formazione sanitaria e alle nuove generazioni. Gli studenti dei corsi di laurea in Infermieristica e Fisioterapia dell’Università degli Studi di Perugia sono stati coinvolti nelle attività organizzative e scientifiche.

Oltre ad accogliere e accompagnare i partecipanti, gli studenti hanno preso parte alle sessioni congressuali e al workshop parallelo “Etnofarmacologia e medicine complementari nei percorsi di cura”.

L’incontro è stato dedicato al rapporto tra pratiche complementari, medicina e assistenza infermieristica, offrendo agli universitari la possibilità di confrontarsi direttamente con studiosi e professionisti impegnati nel settore.

Delfino: ricerca, formazione e territorio insieme

Per Domenico Delfino, docente dell’Università degli Studi di Perugia e presidente del Congresso, il bilancio delle quattro giornate evidenzia la capacità dell’appuntamento di mettere insieme ricerca scientifica, formazione, divulgazione e valorizzazione territoriale.

Delfino ha sottolineato come la presenza a Foligno di una comunità scientifica internazionale abbia rappresentato anche un’occasione di incontro con la città e con l’Umbria, ampliando la portata dell’iniziativa oltre la dimensione strettamente accademica.

Presilla: Foligno luogo di incontro tra ricerca e comunità

Anche Enrico Presilla, presidente del Centro Studi Città di Foligno, ha evidenziato il valore del confronto sviluppato durante il congresso. Secondo Presilla, l’esperienza ha dimostrato l’importanza di creare occasioni nelle quali la ricerca possa dialogare contemporaneamente con la comunità accademica internazionale, con gli studenti, con i cittadini e con il territorio.

Foligno e l’Umbria, ha osservato, non hanno rappresentato soltanto la sede degli incontri, ma hanno messo a disposizione dei partecipanti un patrimonio fatto di natura, cultura e conoscenze, inserito direttamente nell’esperienza congressuale.

La conclusione del 25° Congresso Internazionale di Etnofarmacologia lascia quindi un bilancio caratterizzato dall’incontro tra ricerca, alta formazione, divulgazione e conoscenza del territorio, con Foligno al centro per quattro giorni di un confronto scientifico sviluppato su scala internazionale.

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