UGIVI apre confronto tra Regione, produttori ed associazioni
📌 FLASH NEWS – Da Montefalco parte la richiesta di UGIVI per un tavolo sull’enoturismo umbro. Paolo Spacchetti propone di rivedere il disciplinare regionale, adattando requisiti e standard più alla realtà delle piccole aziende vitivinicole.
Da Montefalco la proposta per rivedere il disciplinare
Un tavolo di confronto tra Regione Umbria, produttori vitivinicoli, amministrazioni comunali, associazioni di categoria e consorzi di tutela per valutare una revisione del disciplinare regionale sull’enoturismo. È la proposta emersa venerdì 28 agosto a Montefalco durante il convegno dedicato a diritto, territorio ed economia dell’enoturismo umbro.
A farsi portavoce della richiesta è stato l’avvocato Paolo Spacchetti, coordinatore regionale di UGIVI, Unione Giuristi della Vite e del Vino, e coordinatore dell’incontro. L’obiettivo indicato è mantenere le finalità di tutela e qualificazione dell’offerta previste dalle norme regionali, adeguando però requisiti e standard alle caratteristiche effettive del tessuto produttivo dell’Umbria.
Il punto centrale riguarda soprattutto la struttura delle aziende vitivinicole regionali. Secondo quanto illustrato durante il convegno, circa il 90 per cento delle imprese umbre del settore è a conduzione familiare. Una realtà che, secondo Paolo Spacchetti, rende particolarmente complessa l’applicazione di alcuni degli attuali requisiti previsti per le attività enoturistiche.
Il confronto tra giuristi, istituzioni ed esperti del vino
L’appuntamento, dal titolo “Diritto, territorio, economia dell’enoturismo umbro – strategie di sviluppo e di successo”, ha riunito nella sala consiliare del Comune di Montefalco rappresentanti istituzionali, giuristi ed esperti impegnati nel comparto vitivinicolo ed enoturistico.
Ai lavori ha partecipato il presidente nazionale di UGIVI, l’avvocato Diego Saluzzo, insieme agli avvocati Elisa Pradella, Mariangela Marrangoni e Paolo Veronesi. Presenti anche Luigi Bonifazi, responsabile schema certificazione vini 3A-PTA dell’associazione, e Donatella Cinelli Colombini, direttrice del Centro Studi enoturistici e oleoturistici, Ceseo.
Diego Saluzzo ha ricordato che UGIVI è nata trent’anni fa e conta oggi circa duecento soci, con competenze che comprendono avvocati, magistrati, professori universitari, enologi e altre professionalità collegate al mondo del vino e del diritto. Il presidente nazionale ha sottolineato l’attenzione riservata dall’associazione all’enoturismo, considerato una leva economica fondamentale per il settore.
Simona Meloni: vino centrale nelle politiche agricole
Ad aprire il convegno è stata Simona Meloni, assessora regionale alle politiche agricole e al turismo. I lavori, moderati dagli avvocati Federica Fioretti e Alessandra Lombardi, sono proseguiti con gli interventi istituzionali del sindaco di Montefalco Alfredo Gentili e dell’assessore comunale allo sviluppo economico Francesco Vannicelli.
Simona Meloni ha evidenziato la centralità assunta dal vino nelle politiche agricole regionali, nazionali ed europee, richiamando contemporaneamente le difficoltà provocate dalla situazione geopolitica, dall’incremento dei costi e dal dibattito sul consumo consapevole e responsabile.
L’assessora ha spiegato che la Regione sta lavorando ai bandi considerando anche le criticità attraversate dal comparto e ha richiamato le possibilità offerte dall’Ocm vino e dalle altre misure rivolte ai prodotti agricoli. In questa prospettiva, l’enoturismo viene considerato coerente con una strategia che collega le produzioni della terra alla capacità attrattiva dell’Umbria.
Alfredo Gentili ha invece sottolineato il valore dell’approfondimento degli aspetti giuridici connessi al vino, auspicando che dal confronto possano arrivare indicazioni normative utili a favorire uno sviluppo sostenibile del comparto e del territorio montefalchese.
I requisiti che pesano sulle piccole aziende familiari
Il disciplinare regionale sull’enoturismo e i successivi provvedimenti attuativi hanno fornito alle imprese uno strumento destinato a rafforzare il turismo enogastronomico, valorizzare le zone vitivinicole e migliorare la qualità dell’accoglienza. Il sistema comprende inoltre le attività riconducibili all’oleoturismo.
Secondo Paolo Spacchetti, tuttavia, il raggiungimento di questi obiettivi incontra difficoltà quando le aziende devono confrontarsi con requisiti che possono risultare particolarmente impegnativi sotto il profilo della struttura, della formazione del personale, dell’organizzazione e delle dimensioni aziendali.
La questione assume un peso specifico in Umbria proprio per la prevalenza di imprese familiari, nelle quali gli adempimenti devono essere conciliati con l’attività quotidiana della cantina e con risorse organizzative necessariamente diverse da quelle disponibili nelle realtà produttive di maggiori dimensioni.
Dalle degustazioni alla vendemmia didattica
Durante il convegno sono stati presentati alcuni esempi concreti delle problematiche individuate. Tra questi figura la degustazione in cantina, assimilata all’attività di ristorazione, con le conseguenti prescrizioni richieste alle aziende.
Un altro aspetto riguarda la vendemmia didattica rivolta ai turisti, che comporta il rispetto delle norme Inail, una preparazione specifica dell’accompagnatore e l’adozione delle misure previste in materia di sicurezza e tutela dei partecipanti.
Sono stati inoltre richiamati gli adempimenti applicabili agli eventi di accoglienza organizzati nelle cantine e le regole previste per la ristorazione tradizionale quando questa viene ricondotta agli stessi parametri della ristorazione professionale.
Secondo la posizione illustrata da Paolo Spacchetti, un impianto regolamentare eccessivamente difficile da applicare rischia di entrare in contrasto con alcuni degli stessi obiettivi dell’enoturismo, a partire dalla conservazione dell’autenticità delle tradizioni, della storia dei luoghi e del rapporto diretto con il territorio.
La richiesta di un tavolo con tutti gli operatori
Da queste considerazioni nasce la proposta avanzata da UGIVI di costituire un tavolo regionale capace di coinvolgere tutti i soggetti interessati. Il confronto dovrebbe consentire di esaminare gli attuali requisiti e verificare la possibilità di calibrarli maggiormente sulle caratteristiche delle imprese umbre senza rinunciare agli standard di qualità e sicurezza.
L’intenzione espressa non è quindi quella di eliminare le garanzie previste dal disciplinare, ma di trovare un equilibrio tra le esigenze di tutela e la sostenibilità concreta degli adempimenti per le piccole aziende vitivinicole, che rappresentano una componente predominante del settore regionale.
Il confronto avviato a Montefalco punta così a mettere in relazione esigenze normative, sviluppo economico, promozione turistica e valorizzazione delle produzioni locali.
La tavola rotonda sul futuro dell’enoturismo
Gli argomenti affrontati nella prima parte della giornata sono stati approfonditi nella sessione pomeridiana attraverso una tavola rotonda moderata da Serena Marinelli, presidente de La Strada del Sagrantino.
Al dibattito hanno preso parte associazioni, consorzi e rappresentanti dei movimenti regionali e nazionali impegnati nell’enoturismo. Le diverse esperienze hanno fatto emergere, con motivazioni differenti, la richiesta di rimodulare l’approccio alla proposta enoturistica, cercando soluzioni compatibili con qualità, sicurezza, sostenibilità economica e identità territoriale.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche il ruolo di Montefalco, indicato come territorio capace di proporre al turista del vino una gamma particolarmente articolata di esperienze enoturistiche nel panorama regionale.
Alla discussione hanno partecipato, tra gli altri, Graziano Antonielli, Autorità di gestione dei fondi Feasr, Candia Marcucci, direttore generale del Consorzio di bonifica umbro, Paolo Bortolini, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Mario Carlocchia di Map Comunication e Alessandro Silvestrini, Gran Cordone della Confraternita del Sagrantino.
Dal confronto di Montefalco emerge dunque una richiesta precisa: aprire un percorso condiviso sul disciplinare regionale dell’enoturismo, mettendo allo stesso tavolo istituzioni, mondo produttivo, consorzi, amministrazioni e associazioni per valutare regole maggiormente aderenti alla struttura delle imprese vitivinicole umbre.

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