Economia sociale, l’Umbria rilancia il dialogo con l’Europa

Economia sociale, l'Umbria rilancia il dialogo con l'Europa

A Bevagna confronto su governance e sviluppo dei territori uniti

🌻 Da Bevagna parte un confronto sull’economia sociale come leva di sviluppo. Al centro governance multilivello, inclusione, comunità generative e dialogo tra istituzioni, territori e Europa. L’Umbria rilancia un modello fondato su cooperazione e futuro condiviso.


L’economia sociale al centro del confronto europeo

L’economia sociale come strumento di sviluppo territoriale, inclusione e cooperazione tra istituzioni è stata al centro dell’incontro ospitato il 18 luglio 2026 all’Agriturismo Etico Le Grazie di Bevagna. L’appuntamento ha riunito esperienze maturate negli ultimi anni attorno ai progetti promossi da Utopia 2000, con l’obiettivo di riflettere sul ruolo delle comunità locali all’interno delle politiche europee e sulle opportunità offerte da un modello di sviluppo costruito attraverso la collaborazione tra enti pubblici, terzo settore, imprese sociali e cittadini.

L’iniziativa ha rappresentato un momento di approfondimento dedicato alla crescita dell’economia sociale, vista come elemento capace di rafforzare la coesione dei territori e di favorire processi di inclusione rivolti soprattutto alle persone più fragili.

Un percorso iniziato con il Girasoli Tour

L’incontro di Bevagna è stato presentato come una tappa di un cammino iniziato nel 2021 con il progetto “Il Girasoli Tour”. In quell’occasione Massimiliano Porcelli, insieme a Dennis, giovane proveniente da una comunità educativa di Utopia 2000, percorse oltre 3.500 chilometri in bicicletta attraversando tredici regioni italiane.

Quel viaggio ha consentito di raccogliere testimonianze provenienti da cooperative sociali, associazioni, amministratori locali, educatori e cittadini impegnati quotidianamente nella costruzione di reti di solidarietà e sviluppo. L’iniziativa ha dato vita al docufilm “Tutto quello che sarà”, opera che racconta il valore dell’inclusione come percorso verso autonomia, fiducia e crescita personale e che ha ottenuto numerosi riconoscimenti.

Dal progetto italiano all’esperienza europea

Dopo l’esperienza nazionale, il progetto ha ampliato il proprio orizzonte verso il contesto europeo attraverso “Sunflowers”. Massimiliano Porcelli ha attraversato dieci Paesi europei percorrendo oltre seimila chilometri con l’obiettivo di individuare e documentare le migliori esperienze di economia sociale, innovazione comunitaria e inclusione.

Da questo viaggio è nato il documentario “Utopia Europa”, premiato come Miglior Documentario al Madonie Film Festival. Il lavoro evidenzia come l’economia sociale rappresenti una componente significativa nella costruzione di territori capaci di generare coesione e valore condiviso, andando oltre una visione limitata al solo ambito assistenziale.

Il ruolo delle istituzioni europee

Nel corso dell’evento, scrive l aprofessoressa Donatella Porsi in un comunicato,  è stata portata anche l’esperienza maturata all’interno della CALRE e del Comitato europeo delle Regioni, sottolineando l’importanza della collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Il confronto ha posto l’attenzione sul principio della governance multilivello, modello attraverso il quale Unione Europea, Stati membri, Regioni, Comuni e comunità locali operano in maniera coordinata nella progettazione e nell’attuazione delle politiche pubbliche.

Secondo questa impostazione non esiste una struttura gerarchica rigida, ma una rete di responsabilità condivise nella quale ogni soggetto contribuisce alla costruzione del bene comune attraverso forme di cooperazione stabile.

La sussidiarietà come modello di sviluppo

Ampio spazio è stato dedicato anche al concetto di sussidiarietà circolare, indicato come uno degli strumenti fondamentali per favorire la partecipazione delle comunità locali. Il modello prevede una collaborazione costante tra istituzioni, cittadini, scuole, imprese sociali, associazioni e terzo settore, superando logiche emergenziali o interventi limitati nel tempo.

L’obiettivo è costruire alleanze permanenti capaci di trasformare le criticità in opportunità di crescita collettiva, promuovendo comunità generative in grado di produrre sviluppo economico e sociale senza consumare le risorse del territorio.

Investire sulle aree interne

Tra i temi affrontati durante il confronto è emersa anche la necessità di valorizzare le aree interne come risorsa strategica per il futuro dell’Umbria e dell’intero Paese. In questa prospettiva le istituzioni vengono chiamate a svolgere un ruolo di coordinamento, favorendo l’integrazione tra politiche sociali, agricole, educative, culturali e di sviluppo economico.

Particolare attenzione è stata rivolta alla costruzione di reti permanenti tra cooperative sociali, aziende agricole, Pro Loco, istituti scolastici, associazioni e amministrazioni locali, considerate elementi indispensabili per rafforzare la capacità dei territori di generare nuove opportunità.

Il valore educativo della comunità

Nel corso dell’incontro è stata richiamata anche l’esperienza maturata nel mondo della scuola, evidenziando come il percorso educativo non possa essere affidato esclusivamente agli istituti scolastici. È stato sottolineato come i giovani, e in particolare quelli che vivono situazioni di maggiore fragilità, abbiano bisogno di comunità aperte, inclusive e capaci di costruire occasioni concrete di partecipazione.

Associazioni sportive, imprese sociali, realtà del volontariato e istituzioni locali sono state indicate come componenti fondamentali di una rete educativa più ampia, in grado di accompagnare la crescita delle nuove generazioni.

L’Umbria guarda al futuro dell’economia sociale

Le esperienze del Girasoli Tour e di Sunflowers sono state presentate come esempi concreti di una progettualità capace di mettere in relazione il territorio umbro con il contesto europeo. L’iniziativa ha evidenziato come la regione disponga di competenze, reti e realtà associative in grado di contribuire allo sviluppo di modelli innovativi fondati sull’economia sociale.

Il confronto conclusivo ha ribadito la necessità di costruire politiche che mettano al centro le persone, le comunità e i territori, promuovendo una governance realmente condivisa e orientata alla crescita inclusiva. L’obiettivo indicato è quello di favorire comunità capaci di generare futuro, valorizzando la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti e offrendo opportunità di partecipazione senza lasciare indietro le persone più vulnerabili.

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