Danza contemporanea Déjà Donné a Foligno

FOLIGNO – Continua “Relazioni Improvvise”, il nuovo progetto della compagnia internazionale di danza contemporanea Déjà Donné. Una serie di incontri dedicati all’improvvisazione, in scena tra settembre 2014 e il mese di marzo 2015.

L’idea di Simone Sandroni, co-fondatore e coreografo della compagnia Déjà Donné, nasce dal desiderio di tornare all’origine della creazione contemporanea, mettendo in relazione esperienze e stili diversi tra loro. Lo spettacolo, infatti, nasce ogni volta dalla relazione spontanea tra danzatori, attori, coreografi e personaggi del mondo della cultura, umbra e non, provenienti anche da diversi ambiti artistici.

Si terrà domenica 7 dicembre, presso lo ZUT di Foligno, il secondo incontro del progetto, che vedrà in relazione sul palco i due giovani performer Fabritia D’Intino e Roberto Costa Augusto, guidati da Simone Sandroni alla regia luci e suono.

[box type=”warning” ]Domenica 7 dicembre, ore 18.00, presso lo Spazio Zut – Centro per la Formazione/ Promozione/ Produzione della Cultura Contemporanea, Corso Cavour, 83 Foligno (PG) [/box]

Il primo incontro, lo scorso 26 settembre, ha visto protagonisti sul palco Simone Sandroni e Giorgio Rossi, coreografo e direttore artistico dell’Associazione Sosta Palmizi, accompagnati alle luci e audio dall’attore Giorgio Donati, Compagnia Donati&Olesen.

Note di regia

“L’improvvisazione è una ricerca precisa ma istintiva di una meta impossibile da immaginare prima di raggiungerla. È un viaggio avventuroso e il mezzo di trasporto è il palcoscenico. È lì che si spezzano, ricostruiscono e dissacrano tutte le regole classiche della scena.

Si cerca l’imprevedibile come una sicurezza su cui aggrapparsi, per riuscire a vagare senza farsi risucchiare dalla prevedibilità. Nascono storie che ci appartengono ma che non conoscevamo, ci si affeziona a quelle dei nostri compagni di viaggio e diventiamo noi stessi la loro storia e loro diventano la nostra. Si viaggia alla ricerca dell’“improvviso”, qualsiasi esso sia, per scoprire poi che in questo percorso, la meta finale è il viaggio stesso”. (Simone Sandroni)

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*