Museo del ricamo e del tessile, nuovo allestimento museale a Valtopina

 
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Museo del ricamo e del tessile, nuovo allestimento museale a Valtopina

Sabato 5 settembre alle ore 18, presso il Museo del ricamo e del tessile verrà inaugurato il nuovo allestimento museale. Un impegno congiunto tra la Pro loco di Valtopina e la consulenza di esperti nel settore ha reso possibile il rinnovo della collezione stabile. Grazie alla sensibilità di numerosi donatori, il Museo del ricamo, ha arricchito la sua dote che costituisce uno spaccato della storia della moda e della biancheria personale e della casa tra fine ’800 e metà del ’900.

La mostra è un grazie ai numerosi donatori che nel corso degli anni salvaguardando tessili antichi, ne hanno fatto omaggio al Museo. Il corredo costituisce il punto focale dell’esposizione. Pur rappresentando una consuetudine di vita ormai superata dall’evolversi dei tempi, dalla ricerca della comodità e praticità, tuttavia il suo fascino rimane inalterato e incuriosisce anche le giovani generazioni.

Nel corredo nuziale, preoccupazione delle spose di un tempo, ma soprattutto delle mamme, era la biancheria intima e quella della casa che godeva di grande attenzione sia nelle classi più abbienti sia in quelle in quelle meno ricche. La tradizione andava rispettata e ogni sposa doveva avere la sua dote di biancheria intima e per la casa.
Nelle vetrine del Museo del ricamo fanno mostra di sè busti e copribusti, camicie da notte e da giorno, matinées, cuffie, colli e scialli, tovaglie e lenzuola completamente ricamate.

I capi di intimo sono più o meno decorati e connotano la moda del tempo e il suo evolversi: lunghi mutandoni fino alla caviglia e svolazzanti mutande degli anni‘ ‘20e ‘30, camiciole ornate da sfilati o applicazioni, sottane da giorno e camice da notte arricchite da volants e passanastri.

Li affiancano matinées dalla forma di eleganti giacchine adornate di pizzi, ricami e nastri colorati, usate per ricevere in casa, ma non per questo meno preziose.
Gli indumenti indossati sotto gli abiti oppure in momenti di intimità domestica sono un preciso rilevatore del costume di un’epoca e della classe sociale di appartenenza .
La stessa differenza si nota nei tessuti e nei decori adoperati per abbellirli: trasparenti e leggere tele d’Irlanda, batista, percalle e seta, ma anche cotoni più spessi tessuti a mano.

Una sala dell’esposizione è dedicata alla moda. Al centro troneggia un candido abito da passeggio in seta e decorazioni in pizzo della fine del XIX, corpetti in pizzi Valenciennes o in rasi preziosi, una cappa da sera dei primi anni del ’900, in velluto con rose applicate, orli a vivo e piume al collo.

Uno spazio particolare è riservato all’abbigliamento dell’infanzia: vestitini leggeri, camiciole di seta e portaenfant, cuffiette di pizzo ad ago o ricamate! Non mancano borsette da sera con perline o a mezzopunto che rimandano ad atmosfere lontane.

Il fascino che suscitano i manufatti esposti è innegabile, dietro ad ogni pezzo c’è una storia lontana, un vissuto unico, un’artigianalità che va salvaguardata.

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