Trevi diventa Città del Sollievo, riconoscimento dalla Fondazione Gigi Ghirotti

A ritirare l’attestato, insieme ad altre città dell’Umbria, è stato il sindaco della Capitale dell'olio

 
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Trevi diventa Città del Sollievo, riconoscimento dalla Fondazione Gigi Ghirotti

TREVI – Trevi diventa “Città del Sollievo”. La giunta comunale, su proposta dell’assessora alla salute,  con il supporto dell’Associazione Lions Club Foligno, ha richiesto e ottenuto formalmente dalla Fondazione nazionale “Gigi Ghirotti” il riconoscimento per entrare nella rete delle “Città del Sollievo”.

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Il titolo concesso dalla Fondazione riconosce, alle città che ne fanno richiesta, l’attestato simbolico di “Città del Sollievo”, a testimonianza del loro impegno partecipativo, informativo e formativo nella promozione della “cultura del sollievo”, attraverso le associazioni locali di volontariato, le istituzioni sanitarie territoriali e scolastiche.

A ritirare l’attestato, insieme ad altre città dell’Umbria, è stato il sindaco della Capitale dell’olio in occasione della cerimonia appositamente promossa dai Lions di Foligno.

Alla città di Trevi il titolo è stato assegnato con le seguenti motivazioni: per la presenza di realtà socio-sanitarie altamente qualificate come la struttura complessa di Riabilitazione Intensiva Neuromotoria, l’Istituto delle Lacrime, dove sono ospitate ragazze disabili che rappresentano servizi di riferimento tangibili e oltremodo significativi nel “prendersi cura” della persona in tutti i suoi bisogni; la presenza di volontariato attivo (come associazioni quali Avis, Caritas, Unitalsi, Polisportiva disabili, Auser); per la scelta del Comune di istituire il premio “Volontario dell’anno”, con la finalità di valorizzare e consolidare il grande patrimonio costituito dalle numerose associazioni di volontariato presenti nel territorio e dalle tante persone che quotidianamente e gratuitamente lo animano; per la sperimentazione ministeriale della Casa della Salute, un nuovo modello di cure primarie e di presa in carico dei malati e la presenza di una qualificata residenza protetta a servizio degli anziani dell’ambito sociale n. 8.

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