Trevi Benessere, Vaccini, l’Umbria è fra le prime regioni in Italia

Nuovi vaccini per bambini e adulti nel calendario di prevenzione 2017-2020

Trevi Benessere, Vaccini, l’Umbria è fra le prime regioni in Italia

Trevi Benessere, Vaccini, l’Umbria è fra le prime regioni in Italia

TREVI – “Obbligo vaccinale nelle scuole in Umbria? Ai politici chiedo che si faccia un atto forte, che riguardi tutti i vaccini, non solo quelli obbligatori”. È l’appello fatto da Franco Santocchia direttore di presidio Usl Umbria 2 ed esperto di vaccini durante il seminario dal titolo “L’importanza scientifica delle vaccinazioni” in occasione della manifestazione di Trevi Benessere.

All’incontro erano presenti anche la dott.ssa Caterina Izzo, Dipartimento delle Malattie Infettive (DMI) – Istituto Superiore di Sanità (ISS), Eva Benelli, giornalista – Resp. Edizione Epicentro, Luca Barberini assessore alla Salute e Welfare della Regione Umbra e l’assessore del comune di Trevi Stefania Moccoli nel ruolo di coordinatrice.

“In Umbria – ha detto Santocchia – a livello di vaccinazioni teniamo bene perché abbiamo una rete consolidata di strutture e sistemi gestionali che monitorano le offerte in maniera capillare. Nella vaccinazione esavalente siamo al 95%, in quella del morbillo-parotite-rosolia siamo intorno al 90%, con un lieve calo rispetto a due anni fa, ma comunque superiore alla media. Siamo a livelli superiori rispetto alla media anche per il Meningococco C o il Papilloma virus (80% contro il 60% del dato nazionale), però non dobbiamo abbassare la guardia. Bisogna migliorare l’offerta vaccinale e fare in modo che più adolescenti si vaccinino. Ma allo stesso tempo dobbiamo anche dare delle risposte a chi ce lo chiede. Per questo servirebbe coinvolgere di più i medici della medicina generale, come i pediatri”.

“La nostra Regione – ha spiegato l’assessore alla Salute e Welfare Luca Barberini – sta lavorando a una buona comunicazione. Abbiamo sofferto di un calo di attenzione, ma siamo nel campo dei vaccini in Italia siamo tra i più virtuosi. Continueremo a fare comunicazione adeguata. Perché è da qui che passa il nostro lavoro. Sull’obbligatorietà dei vaccini nelle scuole ho qualche difficoltà, non credo che sia la risposta giusta. Credo invece che si debba superare la distinzione tra vaccinazioni obbligatorie e raccomandate. Se sono utili vanno fatte. In Umbria promuoveremo una nuova campagna di comunicazione per le vaccinazioni riservate a due fasce di età: quella materno infantile e quella degli anziani”.

Se in Umbria le cose vanno tutto sommato bene in Italia la musica cambia, come ha spiegato la dott.ssa Izzo. Ad esempio la copertura contro il morbillo è scesa del 5%. “In Italia stiamo assistendo a un importante epidemia di questa malattia.  Ci sono stati 1770 casi che, in diverse persone, hanno avuto esiti importanti. Abbiamo avuto un caso di encefalite, un ragazzo di 17 anni. Quella che sembra essere una malattia molto blanda nasconde delle insidie che non possono essere sottovalutate. La malattia dà un’encefalite ogni mille persone, con il vaccino il rischio di encefalite è ridotto a uno ogni due milioni e mezzo di persone”.

I vaccini, ha spiegato la Izzo snocciolando numeri, funzionano. “Esistono decine di istituti e organismi deputati a regolamentare i vaccini e ad assicurane qualità, sicurezza ed efficacia” Ed è per questo che nel piano di prevenzione nazionale 2017-2020 si sono promosse nuove vaccinazioni. “Il nuovo calendario vaccinale prevede alcune novità – ha spiegato la dott.ssa Izzo -. Ci sono raccomandazioni per vaccinare i bambini contro il Meningococco B e Rotavirus e, una raccomandazione di vaccinazione per l’Hpv per i maschi”.

Altre novità riguardano la vaccinazione per gli adulti contro l’Herpes Zoster, il Pneumococco, e una raccomandazione per le donne a vaccinarsi per la difterite, tetano e pertosse. Una particolare attenzione è stata dedicata anche alle fake news, le notizie false che si producono in Internet. “Chi sostiene che i vaccini provochino malattie autoimmuni non sa di cosa parla – ha detto la Izzo -.  Tutti gli studi epidemiologici che sono stati fatti su decine di milioni di dosi non hanno messo alcuno tipo di relazione tra vaccini e malattie autoimmuni”.

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