Svincolo di Scopoli, la Regione scrive al Ministero: “Opera da fare”

Presidente Marini e assessore Chianella rispondono a interrogazione di Nevi

 
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Svincolo di Scopoli, la Regione scrive al Ministero: “Opera da fare”

Svincolo di Scopoli, la Regione scrive al Ministero: “Opera da fare” PERUGIA – La questione dello Svincolo di Scopoli, lungo la nuova statale 77 Val di Chienti, è finita in Consiglio regionale: durante nella sessione dedicata alle interrogazioni a risposta immediata, il  capogruppo di Forza Italia, Raffaele Nevi, ha presentato il proprio atto ispettivo con cui ha chiesto“quali iniziative si intendono mettere in atto, alla luce della novità emerse a seguito dell’interrogazione dell’onorevole Pietro Laffranco e della negativa risposta del sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, per la realizzazione dello Svincolo di Scopoli, in territorio del Comune di Foligno, lungo il nuovo tracciato della strada statale 77 della Val di Chienti, che sarebbe uscito dalle priorità da realizzare”.

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Nevi ha ricordato che “l’Assemblea legislativa dell’Umbria, il 3 novembre 2015, ha approvato una mozione che impegnava la Presidente della Regione ad “adottare ogni iniziativa finalizzata a scongiurare la mancata realizzazione dello svincolo di Scopoli sulla SS-77, interessando del problema anche il Ministro e a riferire all’Assemblea legislativa sugli esiti degli incontri per gli atti conseguenti a tutela, anche nominativa, delle opportunità di un’area fondamentale dell’Umbria. La Giunta regionale non hai mai riferito sulla vicenda contravvenendo un impegno formale espressamente chiesto, senza nessun voto contrario, dell’intera Assemblea legislativa”.

Al consigliere Nevi hanno risposto sia l’assessore Chianella, che ha la delega in materia, che la presidente Marini: “La Giunta è favorevole alla realizzazione dello svincolo di Scopoli e ha formalizzato diverse richieste al governo. Inoltre, nei programmi per la ricostruzione saranno individuate infrastrutture strategiche in caso di calamità, e questo fatto nuovo può dar luogo a una riapertura, dopo il blocco dovuto alle considerazioni sull’impatto ambientale dell’opera. L’ultima lettera inviata al Ministero per sollecitare la riapertura dello svincolo è del 21 febbraio scorso e attendiamo risposta.

Fino a che resta il vincolo ambientale – ha detto Marini e Chianella –  rimane impossibile proseguire i lavori, ma abbiamo puntato sul fatto che essendoci già una 4 corsie diviene anomalo parlare di vincoli ambientali, mentre è innegabile che lo svincolo agevolerebbe, in caso di calamità, il passaggio anche di mezzi e pesanti e di soccorso, quindi abbiamo riconfermato a Ministero per le infrastrutture e Anas la funzione strategica dell’opera e ci auguriamo che il tema sia riesaminato dall’attuale direttore generale del Ministero”.

Nevi ha replicato: “Mi sembra di sognare, è lo stesso dibattito che facemmo a novembre 2015 per evitare la distrazione di risorse su altri interventi, cosa puntualmente verificatasi. Anche allora dicemmo di fare in modo che il Mibact togliesse il vincolo ed entro un anno sarebbe dovuta ripartire la realizzazione dell’opera. É tempo di operare, non dovete scomodare il Papa ma semplicemente parlare con il ministro Franceschini che è del vostro partito”.

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