La Gaita San Pietro fa bella mostra nella serie “Il nome della rosa”

La Gaita San Pietro fa bella mostra nella serie “Il nome della rosa”

Forti dell’esperienza del Mercato delle Gaite ecco nascere un connubio d’eccezione tra la Gaita San Pietro e il Nome della Rosa, la nuova ed emozionante serie Tv del regista Giacomo Battiato.

Il bestseller di Umberto Eco è un romanzo più che mai attuale pur essendo ambientato nel Medioevo. Storia, filosofia, scienza, amore, terrorismo.

Lo stesso Medioevo che a Bevagna viene rinnovato ogni giugno da ben trent’anni.

Lo studio minuzioso e la cura dei dettagli che la Gaita San Pietro ha posto nella realizzazione dei suoi mestieri: Scriptorium, Spezieria, Cereria e Vetreria, hanno regalato questo tuffo di visibilità.

Un onore per il popolo della Gaita san Pietro vedersi protagonista con pergamene, codici miniati, candele, vasellame e ancora, spezie e vetrate.

La Gaita è gia attiva nell’allestimento dello Scriptorium per l’edizione 2019 del Mercato delle Gaite e metterà in mostra tutte le scenografie utilizzate per la fiction di Rai 1 e quindi non resta che venire a Bevagna per ammirare l’arte e la sapienza, la creatività e il rigore storico di una delle manifestazioni storiche più belle d’Italia.

Scriptorium Gaita San Pietro

In ambienti altamente suggestivi che richiamano il Convento domenicano di Bevagna fondato dal suo copatrono, il Beato Giacomo Bianconi (+1301), è allestito un attrezzato e completo Scriptorium. Si possono ammirare tutti i passaggi relativi alla lavorazione ed al confezionamento di un codice in pergamena: dalla fase iniziale della lavorazione della pelle alla produzione del supporto scrittorio, alla mise en page, alla scrittura, alla miniatura e alla legatura finale.

Le pelli di agnello o di capra, una volta essiccate, vengono lavate ed ammorbidite per essere poi immerse in una poltiglia di acqua e calce; distese quindi sullo “zampetto” vengono lavate della lana e di tutto il “carniccio”; dopodiché sono messe in tensione su appositi telai ai quali sono fissate attraverso il procedimento di “imbrecciatura”, un sistema che tutela la pelle dall’elevato rischio di rompersi. Una volta essiccate le pelli – ormai pergamene – sono soggette alle operazioni di pomiciatura, piegatura, foratura e rigatura, pronte per diventare fascicoli bianchi di libri che gli scriptores della Gaita utilizzano, confrontandosi con diverse tipologie grafiche.

Dopo essere stati scritti, i fascicoli passano sul tavolo del decoratore che li completa con semplici lettere iniziali di diverso colore oppure con vere e proprie historie miniate, o infine con ornamentazioni a motivi antropomorfi, zoomorfi, floreali e geometrici. I vari fascicoli sono poi cuciti e protetti da apposite copertine che ne garantiscono una lunga conservazione. Si provvede, inoltre, a preparare – sulla base di antiche ricette – inchiostri e colori diversi necessari per scrivere sui preziosi codici in pergamena. I frati della Gaita San Pietro utilizzano quali strumenti di lavoro penne d’oca appositamente appuntite e “stil di piombo”, corna di bue come calamai, pennelli di pelo di scoiattolo, mollica di pane, pietra pomice e zampetti di coniglio.

 

 

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