Carnevale di Sant’Eraclio celebra i 40 anni della storica osteria

Carnevale di Sant’Eraclio celebra i 40 anni della storica osteria

Tradizione e memoria tornano protagoniste per il Carnevale

Il Carnevale di Sant’Eraclio si prepara a vivere un’edizione particolarmente significativa nel 2026, anno in cui ricorre il quarantennale dell’Osteria del “Carnevale dei Ragazzi”, uno degli spazi più iconici e amati della manifestazione. L’osteria, nata nel 1986 sotto la presidenza di Icaro Trabalza, ha rappresentato per decenni un punto di riferimento gastronomico e culturale per l’intera comunità, come riporta il comunicato di Andrea Piermarini.

La manifestazione festeggia la sua 63ª edizione, ma le sue radici affondano molto più indietro nel tempo. La versione moderna del Carnevale risale al 1961, quando il parroco della frazione, Monsignor Luciano Raponi, ebbe l’intuizione di rilanciare l’evento trasformandolo nel “Carnevale dei Ragazzi”, inserendolo tra gli appuntamenti turistici regionali. Le origini, tuttavia, sono ancora più antiche. Il poeta Giovanni Polanga ricorda come già nel 1542 gli abitanti del Castello di Sant’Eraclio scendessero in strada con pifferi e trombette per festeggiare l’ultimo giorno di Carnevale. Una tradizione popolare che, nei secoli, ha continuato a rinnovarsi mantenendo intatto il suo spirito comunitario.

Tra le tappe fondamentali della storia recente del Carnevale spicca la nascita dell’“Hosteria del Barbanera”, inaugurata il 31 gennaio 1986 durante la 25ª edizione del “Barbanera e il Carnevale dei Ragazzi”. L’iniziativa, voluta da Trabalza e dal suo vice Mauro Soli, sancì ufficialmente il legame tra la manifestazione e la figura dell’astronomo Barbanera, già profondamente radicata nell’immaginario locale. L’osteria divenne subito un luogo simbolo: un punto di incontro dove gustare piatti della tradizione umbra, condividere momenti di festa e riscoprire il valore della convivialità. Il primo chef fu Benito Romagnoli, seguito per molti anni da Santino Donati, entrambi protagonisti di una cucina semplice e genuina, capace di richiamare centinaia di avventori.

L’Hosteria non fu soltanto un luogo dove mangiare, ma anche uno spazio culturale. Qui venivano distribuiti i celebri calendari e almanacchi dell’Astronomo degli Appennini, concessi dall’Editoriale Campi, e si svolgevano spettacoli come “Dolce Luna – Favole nel Castello”, che arricchivano l’offerta artistica del Carnevale. Nel 1986, accanto alle sfilate dei carri allegorici e dei gruppi mascherati, la Casa Castellana ospitò mostre come “Barbanera ognor predice quel che rende l’uomo felice” e “Le maschere d’arte di Mario Mirabassi”, mentre in piazza andò in scena la “Festa Buffona” della compagnia teatrale “Sole a scacchi”. Un insieme di eventi che contribuì a dare alla manifestazione una forte identità culturale.

L’Hosteria del Barbanera trovò inizialmente sede in via I° Maggio, grazie ai locali concessi dalla famiglia Cecchini. Successivamente si trasferì negli spazi adiacenti alla Parrocchia, dove rimase fino al 2016, anno in cui la struttura divenne inagibile a causa del terremoto. Da allora l’osteria è ospitata dal Rione Badia dell’Ente Giostra della Quintana, mantenendo viva la tradizione nonostante le difficoltà logistiche. Gli abitanti di Sant’Eraclio, conosciuta come “Città del Carnevale”, auspicano da tempo un ritorno dell’osteria nel cuore del borgo. Il presidente Fabio Bonifazi e il suo staff stanno lavorando con determinazione affinché questo desiderio possa trasformarsi in realtà.

Il quarantennale dell’osteria rappresenta un’occasione per celebrare non solo un luogo, ma un pezzo di storia collettiva. Il Carnevale di Sant’Eraclio continua a essere un punto di riferimento per la comunità, un evento capace di unire tradizione, creatività e spirito di appartenenza. L’edizione 2026 si preannuncia dunque come un momento di forte valore simbolico, in cui passato e presente si intrecciano per raccontare l’identità di un territorio che, da secoli, vive il Carnevale come una festa dell’anima.

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