Bevagna aderisce all’intesa contro desertificazione bancaria

Bevagna aderisce all'intesa contro desertificazione bancaria

Filiali bancarie, Bevagna difende servizi e presìdi comunali

📌 FLASH NEWS – Bevagna aderisce al protocollo regionale contro la desertificazione bancaria. Il Comune vuole ora difendere i servizi di prossimità e i cittadini più fragili dopo la chiusura della storica filiale di piazza Filippo Silvestri.


Bevagna aderisce al protocollo regionale

Il Comune di Bevagna aderisce al protocollo contro la desertificazione bancaria promosso dalla Regione Umbria, insieme ad Anci Umbria e alle organizzazioni sindacali del settore del credito. L’amministrazione guidata dalla sindaca Annarita Falsacappa ha formalizzato la propria partecipazione all’intesa con l’obiettivo di contribuire alle iniziative dirette a contrastare la progressiva riduzione degli sportelli nei territori.

La decisione nasce dalla volontà di difendere i servizi di prossimità e garantire una presenza bancaria adeguata anche nei centri di dimensioni più contenute. Il fenomeno della riduzione delle filiali coinvolge infatti direttamente cittadini, attività economiche, commercianti e persone che incontrano maggiori difficoltà nell’utilizzo dei servizi digitali.

Per Bevagna il tema ha assunto una rilevanza particolare dopo quanto avvenuto recentemente nel centro storico, dove è stata chiusa la storica filiale situata in piazza Filippo Silvestri.

La chiusura della storica filiale nel centro di Bevagna

La soppressione dello sportello ha rappresentato per la comunità bevanate una perdita significativa. La decisione era stata adottata a livello nazionale nell’ambito di un piano di ridimensionamento delle sedi bancarie.

L’amministrazione comunale aveva cercato di intervenire prima della chiusura, avviando interlocuzioni con i vertici dell’istituto di credito. Anche i cittadini si erano mobilitati attraverso una raccolta di firme, nel tentativo di mantenere operativo il servizio.

Le iniziative intraprese non sono tuttavia riuscite a modificare la decisione. La filiale ha cessato l’attività nonostante, secondo quanto riferito dal Comune, fosse una sede florida e operasse all’interno di uno stabile di proprietà dello stesso istituto bancario.

La vicenda ha rafforzato nell’amministrazione comunale la convinzione che la presenza degli sportelli nei piccoli centri non possa essere valutata esclusivamente attraverso parametri economici o organizzativi.

Gli sportelli come servizi essenziali per il territorio

Per il Comune, infatti, una filiale bancaria rappresenta un punto di riferimento per l’intera comunità. La sua funzione riguarda le normali operazioni finanziarie, ma coinvolge anche la rete delle attività produttive e commerciali e, più in generale, la possibilità di accedere direttamente a un servizio senza essere costretti a raggiungere altri centri.

Una questione che interessa soprattutto le persone anziane e quanti hanno minore familiarità con gli strumenti informatici. La progressiva digitalizzazione dei servizi bancari offre nuove possibilità operative, ma può creare difficoltà per chi non dispone delle competenze necessarie per utilizzare piattaforme online e applicazioni.

A questo elemento si aggiunge il problema degli spostamenti verso i comuni limitrofi, necessario quando nel proprio territorio vengono meno servizi tradizionalmente disponibili in presenza.

È proprio questa dimensione sociale che l’amministrazione di Bevagna intende portare all’interno del confronto regionale avviato attraverso il protocollo.

Annarita Falsacappa: una ferita per la comunità

La sindaca Annarita Falsacappa ha definito la chiusura della storica filiale una ferita per Bevagna. La perdita, secondo la prima cittadina, non riguarda soltanto il luogo fisico nel quale effettuare operazioni bancarie, ma anche il rapporto quotidiano costruito nel corso degli anni tra il servizio e la popolazione.

L’amministrazione riconosce il profondo processo di trasformazione attraversato dal sistema bancario e le opportunità determinate dalla digitalizzazione. Allo stesso tempo, però, sottolinea la necessità che questo cambiamento non penalizzi le persone più fragili e i territori più piccoli.

La posizione del Comune parte quindi dall’esigenza di trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica, riorganizzazione degli istituti e mantenimento di servizi accessibili alle diverse fasce della popolazione.

Una strategia comune con Regione, Anci e sindacati

L’adesione al protocollo promosso a livello regionale viene considerata dall’amministrazione uno strumento attraverso il quale fare squadra con le altre istituzioni e le parti sociali. L’obiettivo è individuare soluzioni concrete capaci di garantire servizi accessibili e una presenza bancaria adeguata nei territori interessati dal progressivo ridimensionamento delle filiali.

La partecipazione di Bevagna all’intesa consente inoltre al Comune di portare nel confronto regionale l’esperienza vissuta direttamente dopo la chiusura dello sportello di piazza Filippo Silvestri.

L’amministrazione intende continuare a rappresentare le esigenze della popolazione e a sostenere la necessità di mantenere nei piccoli comuni punti di riferimento fisici, soprattutto quando questi servizi svolgono una funzione che supera la semplice operatività bancaria.

Il ruolo delle filiali nei piccoli comuni

Il nodo centrale riguarda il rapporto tra trasformazione digitale e accessibilità dei servizi. Per una parte della popolazione, infatti, le operazioni online rappresentano una soluzione pratica e immediata. Per altre categorie, invece, il rapporto diretto con il personale di una filiale continua ad avere un ruolo essenziale.

È su questa differenza che il Comune di Bevagna richiama l’attenzione. La riduzione degli sportelli può incidere in modo particolare sulle persone anziane, sui cittadini con minore dimestichezza con le tecnologie e su quanti incontrano difficoltà negli spostamenti.

La presenza di una sede bancaria viene inoltre collegata alla vita economica dei centri storici, dove operano imprese e attività commerciali che possono avere necessità di accedere direttamente ai servizi finanziari.

Per l’amministrazione Falsacappa, quindi, il contrasto alla desertificazione bancaria rientra in una questione più ampia: quella della capacità dei piccoli territori di mantenere servizi, relazioni e strutture capaci di sostenere la vita quotidiana della comunità.

Bevagna porta la propria esperienza nel confronto regionale

Con la sottoscrizione del protocollo, Bevagna sceglie dunque di affrontare il problema non soltanto a livello comunale, ma attraverso una azione condivisa su scala regionale.

L’esperienza maturata con la chiusura della filiale del centro storico rappresenta il punto di partenza della posizione assunta dall’amministrazione. I tentativi di interlocuzione con l’istituto, insieme alla mobilitazione popolare e alla raccolta firme, non erano stati sufficienti a evitare la soppressione dello sportello.

Da quella vicenda deriva ora la scelta di partecipare a un percorso istituzionale più ampio, promosso dalla Regione Umbria con Anci Umbria e le organizzazioni sindacali del credito.

Per la sindaca Annarita Falsacappa, uno sportello bancario nei piccoli comuni assume il valore di un presidio di comunità. È questa la posizione che Bevagna porterà nel confronto regionale, con l’obiettivo di contribuire alla ricerca di soluzioni capaci di accompagnare la trasformazione del sistema bancario senza ridurre l’accessibilità dei servizi nei territori.

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