Autisti Gls, una vita da inferno: “Non ce la facciamo più”

Autisti Gls, una vita da inferno: "Non ce la facciamo più"

Sciopero GLS in Umbria: Foligno, Terni e Città di Castello

di Sauro Presenzini
Lo sciopero indetto da Cgil, Cisl, Uil e USB è qualcosa di diverso e di più rispetto al “solito” sciopero proclamato per rivendicazioni salariali. È una mobilitazione indetta per denunciare le condizioni che i sindacati definiscono inumane e alle quali, secondo quanto riferito, devono sottostare quotidianamente gli autisti e gli addetti alla logistica, sia all’interno delle strutture aziendali sia in strada, durante la consegna di pacchi e merci.

Ivano Bruschi del sindacato Cgil segnala come il marchio GLS sia ormai diventato, di fatto, un marchio gestito attraverso un sistema di affidamenti: il servizio viene assegnato a un’azienda di logistica che, a sua volta, può concedere in subappalto il recapito dei pacchi e delle merci.

Ogni passaggio prevede inevitabilmente dei margini di guadagno e, secondo quanto denunciato durante la mobilitazione, i costi di gestione finiscono per essere scaricati sull’ultimo anello della catena, quello considerato più debole: i lavoratori.

Lavoratori che, secondo i rappresentanti sindacali, sono sottoposti quotidianamente a continui rischi dovuti anche all’inadeguatezza dei mezzi. Viene denunciata la presenza di un parco veicoli molto vecchio, insieme a carichi di lavoro ritenuti difficilmente sostenibili e a ritmi stressanti e incessanti, condizioni che avrebbero ripercussioni anche sul fronte degli incidenti e delle malattie.

Teresa Di Cosimo del sindacato USB sottolinea come, nell’arco di tre anni, siano cambiati per ben quattro volte gli appalti e come, a ogni passaggio, i lavoratori debbano ricominciare da capo a costruire rapporti e relazioni con il nuovo datore di lavoro.

Di Cosimo denuncia inoltre una situazione evidenziata anche dagli altri sindacati: mezzi segnalati come inidonei, con anomalie ai freni, problemi all’aria condizionata, spie accese e altre criticità, che il giorno successivo, secondo quanto riferito, verrebbero nuovamente messi in strada senza che siano stati effettuati gli interventi richiesti. Alle segnalazioni scritte, denunciano i lavoratori, non arriverebbero risposte.

Ciro Zeno del sindacato Filt afferma come il continuo cambio degli appalti costringa i lavoratori a fare i conti anche con la mancata applicazione di parti importanti del contratto di lavoro. Tra queste vengono indicati il rispetto dell’orario e l’applicazione del welfare aziendale, che dovrebbe garantire ai lavoratori una serie di prestazioni e servizi, tra cui visite mediche, asili nido, viaggi d’istruzione e libri scolastici per i figli. Benefici che, quando non vengono riconosciuti ed erogati, finiscono per pesare negativamente sul reddito delle famiglie.

Marina Conti del sindacato Uil spiega come, secondo il sindacato, l’azienda sia rimasta sorda alle ripetute denunce riguardanti sia le condizioni della struttura aziendale, descritta come fatiscente e non idonea, sia quelle nelle quali sarebbero costretti a lavorare gli autisti.

Una situazione particolarmente delicata riguarderebbe alcuni lavoratori con contratto a tempo determinato che, secondo quanto denunciato, finirebbero per sottostare, loro malgrado, a una serie di pressioni nella speranza di ottenere il rinnovo del contratto.

Le criticità segnalate non riguarderebbero soltanto l’organizzazione del lavoro. A testimonianza delle condizioni denunciate ci sono anche fotografie consegnate direttamente dai lavoratori alla redazione, immagini che documentano lo stato di alcuni ambienti e diverse delle situazioni descritte dai rappresentanti sindacali.

Foto fornite dai lavoratori al giornalista incaricato dalla redazione

Le carenze strutturali, riferiscono Uil e Cgil, sarebbero già state denunciate per iscritto anche alla Asl e all’Ispettorato del Lavoro. Tra le situazioni indicate figurano uscite di sicurezza bloccate e assicurate con staffe e bulloni, vie di fuga non adeguatamente segnalate e ingombre, estintori difficilmente raggiungibili e quadri elettrici a 380 Volt con cavi scoperti.

Vengono inoltre segnalati bagni in condizioni giudicate inadeguate, privi di finestre e aspiratori e con problemi anche per quanto riguarda lo scarico, tanto che, secondo quanto riferito dai lavoratori, sarebbe necessario utilizzare un tubo di gomma.

Condizioni che, secondo i sindacati, richiederebbero verifiche e interventi immediati. In passato, sottolineano i rappresentanti dei lavoratori, per situazioni considerate meno gravi Asl e Ispettorato del Lavoro sono intervenuti disponendo anche chiusure temporanee di aziende e impartendo prescrizioni urgenti da rispettare, con le conseguenze previste in caso di mancato adeguamento.

Da qui la decisione di arrivare a uno sciopero unitario, definito dai promotori una mobilitazione necessaria per difendere la dignità del lavoro e chiedere condizioni di maggiore sicurezza.

Al centro della protesta resta soprattutto la quotidianità degli autisti. I lavoratori denunciano di dover affrontare giornate in strada anche con temperature che raggiungono i 40 gradi, talvolta senza aria condizionata e, secondo quanto riferito, utilizzando mezzi che presenterebbero persino sportelli tenuti insieme con soluzioni di fortuna.

A tutto questo si aggiungono ritmi di lavoro che, secondo la denuncia sindacale, finiscono per esasperare gli autisti e spingerli a cercare di recuperare continuamente minuti e secondi durante il giro delle consegne, con possibili conseguenze sul rispetto delle regole di sicurezza, del buon senso e dello stesso Codice della strada.

Quando un autista percorre una strada contromano, parcheggia sul marciapiede per risparmiare tempo oppure evita di chiudere e inserire l’allarme del mezzo a ogni fermata davanti al civico del cliente, sostengono i lavoratori, dietro questi comportamenti ci sarebbe anche la pressione esercitata dai tempi imposti per completare il giro.

Alla fine della giornata, infatti, denunciano gli autisti, deve essere raggiunta una media di almeno 90 consegne. E quando il giro non viene completato nei tempi previsti, il lavoro necessario per terminare le consegne, secondo quanto riferito durante la protesta, non verrebbe riconosciuto come prestazione aggiuntiva.

È questo il quadro che Cgil, Cisl, Uil e USB portano al centro dello sciopero che interessa Foligno, Terni e Città di Castello: non soltanto una vertenza economica, dunque, ma una protesta sulle condizioni di lavoro, sulla sicurezza dei mezzi e degli ambienti, sui carichi imposti e sul rispetto dei diritti degli addetti alla logistica e degli autisti.

Una denuncia dai toni durissimi, sintetizzata nell’immagine utilizzata dagli stessi lavoratori per descrivere la propria condizione: persino agli schiavi impiegati nella raccolta del cotone nel Nord America, affermano provocatoriamente, era concesso fermarsi e bere dell’acqua.

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