Il presepe di Rasiglia non s’ha da fare neanche per l’Epifania

Il presepe di Rasiglia non s'ha da fare neanche per l’Epifania
Foto inviata dal MeetUp di Foligno

Il presepe di Rasiglia non s’ha da fare neanche per l’Epifania

Trincerandosi dietro la commissione di vigilanza presieduta dall’assessore Angeli, l’amministrazione comunale di Foligno, chiedendo l’impossibile agli organizzatori del presepe del rinato borgo posto al centro dell’Umbria, Rasiglia, ha di fatto negato l’autorizzazione a svolgere la rievocazione della nascita di Gesù e dell’arrivo dei Magi con i doni.

Poco serve al sindaco e giunta gridare ai “quattro venti” che loro non c’entrano niente, che si tratta solo di una questione di sicurezza, che la decisione non è politica.

Sindaco e Giunta, cercando di scaricare le responsabilità dell’annullamento dell’evento, altro non fanno che ampliare il loro “errore” o forse la loro scelta politica. Le decisioni che coinvolgono il comune sono sempre condizionate o condizionabili dalla politica, anche se “coperte” da un parere tecnico.

DUE PESI DUE MISURE

Ma si comprende, vuoi mettere ì Primi D’Italia con Rasiglia, le sue Sorgenti, il Presepe. Secondo questa maggioranza non sono comparabili. I Primi D’Italia attira migliaia di visitatori e per questo deve essere finanziata con un contributo di 100.000 euro, forsanche perché diventauna buona passerella per chi amministra, mentre Rasiglia finanziata con 1.000 € (per l’assistenza alle visite scolastiche) hacome visitatori durante l’anno, “solo” poche decine di migliaia di visitatori, quindi non deve essere aiutata.

L’amministrazione quasi ignorando, lo sforzo ed il successo di questo piccolo gruppo di volontari, che non solo a Natale, ma bensì tutto l’anno, stimolano il Turismo del comprensorio del Menotre, vengono di fatto lasciati soli dalle istituzioni, sinoa chiedere ad una piccola associazione, tramite la commissione di sicurezza, l’impossibile, ripetendo, a loro presunta difesa,in ogni dove:

Noi li abbiamo avvisati, noi non siamo contrari, anzi felici che si faccia e abbiamo fatto e faremo tutto il possibile ma, la commissione, che è tecnica, non concede l’autorizzazione perché ci sono dei requisiti non soddisfatti.

Protetti dall’alibi della commissione, forti della loro posizione istituzionale, addirittura accusano l’associazione di Rasiglia di non essere collaborativi e non voler fare il presepe.

Cattiveria pura ci sembra quella usata, come si possono accusare persone, che da anni si impegnano nell’intento di risollevare la loro piccola frazione montana, investendo gratuitamente tempo e denaro, anche per organizzare questa manifestazione,oltretutto religiosa, di boicottare sé stessi.

Un comportamento quello degli amministratori comunali, che suggerisce a tutte le frazioni, che sull’esempio di Rasiglia, volessero organizzare una manifestazione, risistemando parzialmente il loro borgo, di rinunciare prima di farsi male sul muro delle “Commissioni”.

 Movimento StelleNelCuore

MeetUp Foligno StelleNelCuore

Alleghiamo il comunicato presente nella pagina dell’Associazione Rasiglia e le sue sorgenti:

Premettendo che già dalle scorse edizioni erano previsti contapersone, addetti alla sicurezza, addetti antincendio, estintori in ogni scena, presenza del 118, forze dell’ordine e protezione civile, nonché certificazioni hccp e SCIA (per somministrazioni di cibi e bevande, preparati in idonei locali), per chi volesse entrare nel dettaglio e comprendere la vera portata del problema, facciamo un breve elenco dei principali adempimenti richiesti all’Associazione Rasiglia e le sue Sorgenti: 1- certificazione di agibilità di n.41 locali adibiti a scene (per lo più garage e cantine storiche) in cui peraltro i visitatori non accedono, potendosi solo affacciare per vedere la scena; agibilità NON di tipo strutturale, che tutti gli edifici hanno ottenuto a seguito della ricostruzione post sisma, ma agibilità dei locali commerciali e quindi impiantistica a norma, accessibilità, uscite di sicurezza etc. impensabile da realizzare per tali locali, stante anche la necessità di richiedere ai vari proprietari un cambio di destinazione d’uso con evidente impegno anche economico per ciascuno di essi. Punto su cui peraltro abbiamo fatto il possibile, con il nostro tecnico (ingegnere addetto alla sicurezza) che ha addirittura dato disponibilità ad una assunzione completa di responsabilità con propria relazione firmata. 2-certificazione sulla provenienza, proprietà e stato di salute degli animali. Anche qui eravamo già perfettamente in regola con tutti gli animali già registrati, vaccinati e con tutte le carte del caso. 3-installazione di un gruppo elettrogeno e luci di sicurezza in tutto il paese, presenza di tecnici dedicati nell’eventualità in cui ENEL avesse per qualsiasi motivo interrotto il servizio elettrico. A dimostrazione della piena disponibilità l’Associazione, pur in tempi impensabili, sarebbe stata in grado a proprie spese di provvedere attraverso una ditta specializzata. 4-realizzazione di una corsia preferenziale da lasciare completamente sgombra (anche da pedoni) per l’accesso al paese dell’ambulanza. Rasiglia per chi non lo sapesse ha una sola via carrabile, se la chiudiamo dove transitano i visitatori?Anche qui avevamo trovato una soluzione, individuando 3 punti all’interno del paese dove far sostare persone abilitate al primo soccorso e dotate di defibrillatore. L’ambulanza sarebbe stata pronta ai piedi del paese come ogni anno, a 20 mt dal centro storico. L’unica cosa che rimaneva esclusa, nonostante gli enormi sforzi profusi, era la sicurezza degli spazi pubblici (vicoli, scalinate, muretti, corsi d’acqua) per la quale ci siamo proposti di ovviare mettendo a disposizione un gruppo di stuart nei punti più sensibili.Ma tutto questo non è bastato, perché il Comune ha posto quale condizione insuperabile per poter procedere, un’assunzione di piena responsabilità da parte degli organizzatori anche per questi spazi. Ognuno ha il suo pensiero…ma crediamo che rendere “a norma” un paese di origine medievale è impresa impossibile per un’associazione di volontari…prendersi la responsabilità per mancanze infrastrutturali di pubblici spazi altrettanto impensabile…condizionare la fattibilità di un evento a richieste impossibili da soddisfare equivale a negarne la possibilità. Vi lasciamo con questa riflessione: non riesco a capire come mai la sicurezza di quegli stessi punti all’interno del paese non rappresenti assolutamente un problema nel corso di 363 giorni l’anno (nonostante l’enorme afflusso di persone anche superiore al presepe, come per 25 aprile, 1 maggio, ferragosto ecc.), mentre nelle due giornate del presepe diventa responsabilità esclusiva dell’organizzatore. A questo punto ci viene da pensare che tutti gli eventi storici a cui siamo tanto affezionati possano essere, d’ora in poi, messi in discussione.

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