Azzeramento Cda di Valle Umbra Servizi, Impegno Civile Foligno: “Manca trasparenza”

 
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Azzeramento Cda di Valle Umbra Servizi, Impegno Civile Foligno

Azzeramento Cda di Valle Umbra Servizi, Impegno Civile Foligno: “Manca trasparenza”

da Stefania Filipponi e Stefano Stefanucci – Impegno Civile

Il Sindaco di Foligno Stefano Zuccarini, ad agosto 2019, ha chiesto l’azzeramento del Consiglio di Amministrazione della Valle Umbra Servizi (VUS) S.p.A., alla luce dei nuovi equilibri politici scaturiti dalle elezioni amministrative.

Nonostante la netta opposizione dei Sindaci di altri Comuni, che hanno abbandonato la seduta, l’Assemblea ha proceduto alla sostituzione di Lamberto Dolci -presidente- Daniela Riganelli e Manuel Petruccioli (dimessosi in quanto eletto Sindaco di Giano dell’Umbria) nominando Rossi Vincenzo -presidente- Emanuele Lancellotti e Serena Massimi. Ne è seguita una forte polemica, ma poi sulla vicenda è calato il silenzio, fino al 10 giugno 2021 allorquando la stessa Assemblea ha votato di “risarcire” i membri del C.d.A revocati.

La notizia gira da tempo nei palazzi della politica, ma si cerca di minimizzare il fatto e di farlo “passare” come normale prassi, priva di conseguenze per l’utenza.

Certo è che del provvedimento, di cui tutti parlano, non c’è traccia nel sito della società che, ancorché di natura privatistica ha capitale pubblico ed è tenuta al rispetto della trasparenza, anche se, magari, è stato fatto firmare, agli interessati, un “patto di riservatezza”.
Impegno Civile non ci sta e continuerà a battersi per la trasparenza e la legalità.

Non interessa quanto sia “stato pagato” e neppure se tale elargizione può concretare un danno erariale, di questo si occuperà, semmai, la Corte dei Conti.

La questione è politica, di dignità della politica, di etica politica.

In nome dello spoils system sono stati cacciati degli Amministratori che ora vengono risarciti con soldi pubblici (sia pure in via stragiudiziale), con ciò confermando la illegittimità o, quanto meno, la irregolarità della revoca.

Ma oggi, chi amministra la partecipata (che peraltro non brilla per efficienza e qualità del servizio) è legittimato a rimanere al suo posto, che occupa in virtù di una “rimozione senza giusta causa” e, quindi, di una nomina, evidentemente, in violazione di legge?
E quegli Amministratori che hanno imposto la loro linea politica, pensando più agli interessi di bottega che al bene comune e, comunque, dimostrando uno scarso senso delle istituzioni, come giustificano il “risarcimento”?

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