Polizia giudiziaria Arpa, diffida su biodigestore Foligno, compost non conforme

Polizia giudiziaria Arpa, diffida su biodigestore Foligno, compost non conforme

Polizia giudiziaria Arpa, diffida su biodigestore Foligno, compost non conforme

Quando i nodi arrivano al pettine!!! Neanche il primo compleanno, ed è già finito “il sogno” dell’impianto perfetto …il fiore all’occhiello. L’ARPA UMBRIA certifica che:
“ …le analisi effettuate sul compost prodotto, in uscita dall’impianto di lavorazione, non sono risultate conformi, per tale motivo, sono stati chiesti i provvedimenti previsti all’Autorità competente, che ha emesso atto di diffida con D.D. 2340 del 12.03.19 ai sensi del D. Lgs 152/06”

D. Lgs 152/06
Parte sesta-bis. – Disciplina sanzionatoria degli illeciti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale.

Art. 318-bis. Ambito di applicazione
1. Le disposizioni della presente parte si applicano alle ipotesi contravvenzionali in materia ambientale…

318-ter. Prescrizioni
1. Allo scopo di eliminare la contravvenzione accertata, l’organo di vigilanza, nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria di cui all’articolo 55 del codice di procedura penale, ovvero la polizia giudiziaria, impartisce al contravventore un’apposita prescrizione asseverata tecnicamente dall’ente specializzato competente nella materia trattata, fissando per la regolarizzazione un termine non superiore al periodo di tempo tecnicamente necessario.

La anomalie riscontrate, potrebbero anche sfociare in qualcosa di più grave, tutto dipende dai successivi sviluppi e dalla corretta esecuzione.

Tradotto: il compost, prodotto dal “fiore all’occhiello” del trattamento dei rifiuti in Umbria, ha non solo un brutto inizio, ma l’esercizio di questo opificio “invisibile”, inizia ora non solo a farsi NOTARE dalla cronaca e dalla cittadinanza, ma sembra (la cosa é ancora da accertare), anche a farsi SENTIRE …con l’emissione di miasmi pestilenziali e nauseabondi notturni, nel caso ciò fosse acclarato, sarebbero due anomalie, …una dietro l’altra!

Di certo, non una partenza esaltante.

Naturalmente (ed immancabilmente), ci saranno le giustificazioni tecniche del perché di tale grave anomalia da parte della Ditta interessata, ma al cittadino comune (noi crediamo), interessi sapere, se alla fine della lunga fase di progettazione, costruzione, collaudo ed esercizio di questo contestato impianto di trattamento dei rifiuti, tutto si svolga nel pieno rispetto della Legge a garanzia della sicurezza, della tutela dell’ambiente e della pubblica salute.

E’ bene ricordare che questo tipo d’impianto é stato volutamente progettato per una capacità abnorme, tripla rispetto al fabbisogno locale di raccolta dei rifiuti, ovvero di 53.550 tonnellate annue, rispetto alle poco più di 16.000 tonnellate annue prodotte localmente, economicamente …per nulla vantaggioso per la comunità locale!!!

I rifiuti mancanti quindi, da contratto, insindacabilmente, possono essere conferiti da qualsiasi altra parte d’Italia, visto che la SpA che gestisce l’impianto, è contrattualmente libera di accettare rifiuti da qualsiasi provenienza, senza vincolo d’origine, …dalla Sicilia al Trentino!!!

Un impianto nuovo, che nonostante stuoli di ingegneri e tecnici, già presenta alle prime verifiche, vistose e gravi anomalie. Tutto ciò non é certo un buon segnale e garanzia!

Queste DOVEROSE INFORMAZIONI DI CARATTERE AMBIENTALE, provengono dal rappresentante del WWF all’interno della “Consulta di controllo dei Cittadini e Associazioni sul Biodigestore di Foligno” i cui autonomi poteri, vengono da sempre contestati da un bizzarro personaggio che ricopre un ruolo importante nella diretta gestione dei RIFIUTI.

Poteri PROPRI DELLA CONSULTA, da Lui sempre politicamente eccepiti, “censurati” e compressi verso un’unica direzione, volta a limitarne l’autonomia e le competenze, anche in forma scritta.

Ma il WWF di certo non ci sta e soprattutto non si lascia intimidire dalle minacce e dalle querele annunciate, e FORNISCE in piena libertà, incurante delle “censure”, le doverose informazioni alla comunità locale, formata da 22 Comuni, affinchè possano autonomamente valutare, apprezzare, i comportamenti dei “Signori dei rifiuti”, i quali di certo, avrebbero voluto che certe notizie rimanessero riservate.

Di norma, la propaganda di paese “un tanto al chilo”, tendente a rassicurare la popolazione, con ripetitive e festose cerimonie partecipative – di finti cittadini interessati,
– di pseudo associazioni ambientaliste “politicamente targate” che ricevono contributi economici dalla stessa Azienda che gestisce impianti di trattamento rifiuti,
– di ignare scolaresche
(tutte/i ammansiti a base di bevande e porchetta),
di certo non servono piú …quando “arriva la cavalleria”.

Infatti se la POLIZIA Giudiziaria ha provveduto a diffidare i gestori dell’impianto, impartendo prescrizioni correttive, beh allora, é giunto il momento di scendere sul pianeta Terra …e iniziare a riflettere sulle cose concrete.

Il WWF tramite il suo Vicepresidente l’Avv. VALERIA PASSERI, fa l’accesso agli atti e chiede ad ARPA di rendere note le INFORMAZIONI AMBIENTALI.

Il WWF vuole sapere che tipo di problematiche, inconvenienti tecnici, che tipo di sostanze, sono state rinvenute all’interno del compost e le relative analisi e quali correttivi/prescrizioni sono state impartite e quali i tempi assegnati per ottemperare.

L’associazione ambientalista, scrive anche ai gestori dell’impianto, per avere la loro versione dei fatti e capire quali problematiche hanno condotto alle recenti anomalie.

Le ulteriori problematiche che afferiscono gli odori nauseabondi e miasmi pestilenziali provenienti dalla zona, lamentate anche sui social da numerosissimi cittadini, beh sarà l’ARPA a certificarne l’origine (specialmente nelle ore notturne -meno “frequentate”-), la provenienza e l’intensità, attribuendo precise responsabilità.

Un contestato opificio, i cui nodi, il primo è già ora giunto al pettine, ed altri ancora (facile previsione visti i primi segnali), ne arriveranno, statene certi!!!
(Sauro Presenzini)

Valerio Mancini

1 Commento

  1. In tutti gli impianti di Italia le partite di compost non conforme viene smaltito come rifiuto. Gli organi di controllo hanno svolto la loro funzione, la irregolarità verificata non inficia la validità e le virtù dell’unico impianto Biometano realizzato in Umbria, forse va solo migliorato ed efficientato il processo di compostaggio.

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