Piantiamo 60 milioni di alberi, a Foligno una delle prime adesioni

Piantiamo 60 milioni di alberi, a Foligno una delle prime adesioni

Piantiamo 60 milioni di alberi, a Foligno una delle prime adesioni

“PAderendo all’appello lanciato dalle comunità Laudato Sii rivolto ad ogni cittadino di buona volontà, ad ogni organizzazione di qualunque natura e orientamento, ad ogni azienda pubblica o privata, a comuni e regioni d’Italia e al governo nazionale di piantare un albero per ogni cittadino, la Famiglia Salari pianterà domani alle 9 un tiglio in via Oberdan, a Foligno.

La via è stata sempre bordata di tigli, che erano punto di ritrovo dei ragazzi negli anni Cinquanta e Sessanta per i giochi di strada. Proprio per ricordare quest’usanza di gioventù la Famiglia Salari ha voluto ripiantare un albero di tiglio, visto che la pianta originaria era stata tagliata ed era da sostituire.

Soprattutto nelle nostre città, la presenza di alberi oltre ad assorbire anidride carbonica e ridurre i cambiamenti climatici, ha anche altri effetti positivi: ridurre l’isola di calore urbana durante le grandi ondate di caldo estivo, ospitare biodiversità, mitigare le alluvioni urbane, migliorare la vivibilità.


L’anidride carbonica (CO2) che si accumula nell’atmosfera è la principale responsabile dell’incremento dell’effetto serra e, quindi, dell’innalzamento della temperatura del pianeta. Dall’inizio della seconda rivoluzione industriale (quella basata su elettricità e petrolchimica), le attività umane hanno causato l’aumento della concentrazione media annuale di CO2: è la concentrazione senz’altro più alta degli ultimi 800 mila anni. Dall’innalzamento della temperatura derivano in parte i problemi che affliggono oggi il pianeta: carestie, fame, guerre, migrazioni, catastrofi naturali dipendono spesso, in maniera diretta o indiretta, dal riscaldamento globale. Per questo è giusto parlare di crisi climatica: qualsiasi altro problema, paragonato a questo, diventa irrilevante.

Cosa possiamo fare per invertire questo andamento? Cambiare, a livello massivo i nostri stili di vita riduce certamente le emissioni di CO2. Vivere secondo criteri di sostenibilità, ridurre sensibilmente i consumi di carne, razionalizzare i trasporti, sviluppare tecnologie che consentano un uso quotidiano e diffuso di energie rinnovabili sono azioni che abbassano le emissioni di CO2 e ci auguriamo che diventino comportamenti sempre più diffusi. Così come continueremo a lavorare perché le politiche governative ad ogni latitudine mettano le risorse naturali al centro degli interessi dei paesi. Ma questi comportamenti presuppongono un cambiamento culturale profondo che, in quanto tale, richiede tempo. Tempo che non abbiamo.

È dunque urgente affiancare a questi processi di graduale conversione ecologica, azioni che portino rapidamente ad un abbassamento dei livelli di CO2. Una di queste azioni è molto semplice ed è alla portata di ognuno di noi. Per questo lanciamo qui un

APPELLO A PIANTARE ALBERI

Milioni, miliardi di alberi. Possiamo farlo oggi, subito: non inciderebbe sui nostri stili di vita, avrebbe costi irrisori rispetto a qualunque altra alternativa e funzionerebbe sicuramente. Piantare miliardi di alberi coprendo ogni zona del pianeta che possa essere adatta. Soprattutto le nostre città, dove la presenza di alberi avrebbe anche altri effetti positivi: ridurre l’isola di calore urbana durante le grandi ondate di caldo estivo, ospitare biodiversità, mitigare le alluvioni urbane, migliorare la vivibilità. Immediatamente. Ogni zona delle città che possa ospitare degli alberi deve essere utilizzata a questo scopo. Si può fare e si può fare in fretta e con poco.

CHIEDIAMO QUINDI

ad ogni cittadino di buona volontà, ad ogni organizzazione di qualunque natura e orientamento, ad ogni azienda pubblica o privata, alla straordinaria rete di comuni e regioni d’Italia, al governo nazionale di unirsi a noi con l’obiettivo di

PIANTARE IN ITALIA 60 MILIONI DI ALBERI PRIMA POSSIBILE

Un albero per ogni italiano: 60 milioni di alberi che dal loro primo istante di vita realizzano la loro opera di mitigazione dei livelli di CO2 nell’atmosfera. Inoltre, dopo anni di intensa cementificazione del suolo e in assenza di una legge che tuteli questo patrimonio; la scelta di luoghi su cui favorire una riforestazione intelligente può contribuire a valorizzare il bene comune del paesaggio urbano e rurale del nostro paese. Ci impegniamo a far sì che questa buona pratica cresca di anno in anno su scala mondiale, ma se vogliamo arrivare al 2030 in condizioni atmosferiche non irreversibili, il momento di agire è adesso.

Stefano Mancuso – Scienziato e Direttore LINV
Carlo Petrini – Presidente Slow Food
Domenico Pompili – Vescovo di Rieti

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