Comitati per l’ambiente di Bevagna e Foligno scrivono a presidente Tesei

 
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Comitato per l'ambiente di Bevagna e Foligno scrivono alla presidente Tesei

Comitati per l’ambiente di Bevagna e Foligno scrivono a presidente Tesei

Il Comitato per la difesa dell’acqua e dell’aria di Bevagna e Legambiente Foligno, unitamente ad altre venti associazioni – WWF Perugia, ISDE Umbria – Medici per l’ambiente, Associazione Riprendiamoci il pianeta, Associazione Gaia, Associazione Nazionale Giacche Verdi Umbria, Associazione Mercato delle Gaite di Bevagna, Pro Loco Cantalupo Castelbuono, Centro  Sociale Madonna delle Grazie, Centro Sociale Bhaia, Associazione Le vie dell’Arte,  Valore Comune Cannara, Anpi Bevagna, Emergenza Calamità Bevagna, Ass. Banda Musicale di Bevagna, Ass. Arcatores di Bevagna, ASD Pesca Club Foligno, Pesca Club Cannara Gualdese, ASD Pesca Club Bevagna, Enalpesca Bevagna, Ass. Pesca Sportiva Cannara, – hanno redatto e firmato in questi giorni un documento riassuntivo, ma estremamente esplicativo, della grave situazione ambientale in cui versano i fiumi e le acque sotterranee della Valle Umbra Sud.

Il documento è stato inviato alla Presidente della Giunta Regionale, Donatella Tesei, all’Assessore competente per le politiche ambientali e di valorizzazione del paesaggio Roberto Morroni e a tutti i consiglieri regionali con la richiesta di una convocazione urgente in II° Commissione regionale, e l’audizione di una delegazione delle associazioni firmatarie, per analizzare le problematiche e individuare le priorità di intervento a tutela del paesaggio e dell’ambiente della  Valle Umbra e concordare un iter amministrativo e politico che possa individuare le azioni e le priorità di intervento per il risanamento complessivo del sistema idrico.

Il documento descrive, in maniera riassuntiva anche se molto chiara, il progressivo degrado del sistema idrografico della Valle Umbra Sud, dei fiumi e delle acque sotterranee. Morie annuali di pesci, anche due o tre volte l’anno come nel 2017, riversamenti non autorizzati di acque reflue, scarichi illegali, colorazioni e condizioni abnorme delle acque superficiali, inquinamento marcato delle acque sotterranee, costante e crescente impoverimento del deflusso dei fiumi, sono il risultato di anni di incuria, di un sistema produttivo superato e messo in crisi profonda da una pandemia che ci chiede di cambiare urgentemente direzione, di trovare uno stile e un organizzazione sociale ed economica rispettosa di quello che ci circonda. Il problema dell’inquinamento della nostra valle non è solo naturalistico,  ma investe la sfera dell’economia e della salute pubblica, giacché quell’acqua è prelevata, praticamente in tutto il reticolo idrografico, per irrigare coltivazioni intensive e persino le piccole proprietà ortive che lambiscono le rive dei fiumi e che, con le loro produzioni, dovrebbero essere il punto più alto delle tipicità  agroalimentari del territorio, da Foligno a Spoleto, da Trevi a Montefalco, a Bevagna, fino a Cannara.

Gli ultimi fenomeni di inquinamento delle acque del torrente Attone, affluente del Timia, con rilascio illegale nelle acque del torrente di reflui oleari a novembre e poi zootecnici a febbraio, indicano in maniera inequivocabile una mancanza di cultura ambientale, un’ignoranza di fondo sui danni che possono provocare questi riversamenti per la salute, per l’economia e per il prestigio del territorio. La situazione degli altri fiumi della Valle Umbra Sud e delle falde sotterranee è identica, se non peggiore.

E’ necessario un grande intervento politico, un cambiamento radicale del modello economico e produttivo accompagnato da un’ampia riorganizzazione gestionale del territorio, per determinare un inversione di rotta. Naturalmente, questo grande intervento politico non può prescindere dalla disponibilità, proposizione e ragionevolezza di tutte le parti,  politiche, sociali e imprenditoriali, e dalle scelte che sapranno mettere in campo le amministrazioni locali e regionale. Solo con una pianificazione condivisa sarà possibile mettere in campo politiche cautelative che riducano il rischio e  salvaguardino le economie locali, in primis i posti di lavoro delle aziende della valle.

Per tale ragione chiederemo in II°Commissione regionale, che tratta la gestione e la pianificazione del territorio e delle acque superficiali e sotterranee e la valorizzazione del paesaggio, la convocazione urgente degli “stati generali dei fiumi della Valle Umbra Sud” e l’istituzione di una “commissione regionale d’inchiesta per analizzare le condizioni di inquinamento delle acque della Valle Umbra Sud”, alla stregua di quello che è stato fatto per l’inquinamento dell’area ternana-narnese.

Questo è il tempo del coraggio, delle scelte audaci anche controcorrente. Non può esserci rilancio economico dei territori se non si parte dalla riqualificazione dell’ambiente e dalla creazione di un sistema diffuso di protezione delle biodiversità. E’ assolutamente necessario capire che la protezione dell’ambiente non è antitetica allo sviluppo economico, anzi deve esserne il motore e il centro nevralgico, una nuova identificazione del progresso e dell’economia.

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