Consultorio Subasio, criticità strutturali e servizi ridotti a Foligno

Consultorio Subasio, criticità strutturali e servizi ridotti a Foligno

Lettera aperta denuncia disagi crescenti per utenti nel consultorio Subasio di Foligno

La presidente dell’associazione Donne Arci Subasio, Sara Tiberi, ha indirizzato una lettera aperta al sindaco di Foligno, agli assessori Marco Cesaro, Michela Giuliani e Lorenzo Schiarea, oltre che alla Direzione generale della Usl Umbria 2 e al Direttore del Distretto di Foligno, per denunciare la situazione di grave criticità in cui versa il consultorio Subasio. Da settimane, infatti, i locali risultano in larga parte inagibili a causa di infiltrazioni d’acqua che hanno compromesso la piena operatività della struttura.

Servizi trasferiti e attività ridotte al minimo

Secondo quanto riportato nella lettera, le infiltrazioni hanno reso inutilizzabili diversi ambienti, costringendo allo spostamento di numerosi servizi: le attività ostetrico-ginecologiche sono state trasferite a Bevagna e Sant’Eraclio, mentre l’ambulatorio psicologico è stato ricollocato anch’esso a Sant’Eraclio. Le restanti prestazioni vengono ora erogate in un unico locale adattato ad ambulatorio, con inevitabili ripercussioni sulla qualità dell’accoglienza e sulla privacy delle utenti.

Tiberi sottolinea come questa situazione generi un forte disagio per una platea composta in larga parte da donne, ragazze e ragazzi, molti dei quali adolescenti che frequentano il consultorio giovani e che non sempre dispongono di mezzi o possibilità per spostarsi agevolmente sul territorio.

Una struttura sovraccarica e da tempo inadeguata

Il consultorio Subasio, ricorda la presidente, serve un bacino di utenza più che doppio rispetto agli standard previsti dalla legge 34/96, che indica un consultorio ogni 20.000 abitanti. Nonostante ciò, grazie all’impegno delle operatrici, continua a rappresentare un presidio fondamentale per la salute della donna e per i servizi di prevenzione.

La struttura, di proprietà del Comune e in locazione alla Usl Umbria 2, ospita anche il centro vaccinale e da anni presenta criticità legate alle infiltrazioni. Questa volta, però, il danno appare più grave del passato e, nonostante i giorni trascorsi dalla dichiarata inagibilità, non risultano ancora avviati interventi di ripristino o messa in sicurezza.

Preoccupazione per il futuro del servizio

La presidente esprime forte inquietudine per il rischio che una situazione logistica non affrontata con tempestività possa trasformarsi nel preludio a una riduzione o, nel peggiore dei casi, alla chiusura del consultorio. Una dinamica già vista altrove, in Italia e nella stessa regione, dove difficoltà strutturali non risolte hanno portato alla progressiva perdita di servizi essenziali.

Tiberi chiede quindi chiarimenti sulle intenzioni dell’Amministrazione e sulla tempistica prevista per il ritorno alla piena operatività, ribadendo che limitare o smantellare i consultori significa indebolire luoghi fondamentali per la salute sessuale e riproduttiva, per la prevenzione della violenza di genere, per il sostegno ai giovani e alle famiglie, per l’educazione all’affettività e per l’accesso sicuro all’interruzione volontaria di gravidanza.

L’appello finale

La lettera si chiude con un impegno netto: la difesa del consultorio come presidio pubblico irrinunciabile. “Noi questo non lo permetteremo”, afferma Tiberi, chiedendo un riscontro formale e interventi immediati per garantire continuità e dignità ai servizi erogati alla comunità.

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