Due carabine modificate rinvenute nella zona rurale di Bevagna

Due carabine modificate rinvenute nella zona rurale di Bevagna

Due carabine modificate rinvenute nella zona rurale di Bevagna

Un controllo mirato nella campagna di Bevagna ha portato alla scoperta di armi clandestine modificate per aumentarne la capacità offensiva, nascoste con cura nella vegetazione lungo la Strada del Rotolone. L’intervento, condotto dalle Giacche Verdi il 10 gennaio scorso, durante attività di vigilanza sul territorio, ha permesso di individuare due carabine ad aria compressa prive di matricola e una decina di cartucce calibro 8 Flobert, tutte pronte all’uso.

di Sauro Presenzini

La prima arma rinvenuta presentava una manomissione strutturale che ne alterava completamente la natura originaria. L’otturatore era stato modificato per accogliere cartucce a percussione anulare, mentre la canna mostrava un allargamento calibrato per consentire il passaggio del proiettile Flobert. Questo tipo di intervento, pur rudimentale, è sufficiente a trasformare un’arma ad aria compressa in un dispositivo capace di sparare munizioni vere, con una potenza nettamente superiore rispetto al funzionamento pneumatico. Una carabina così alterata può generare pressioni interne elevate, rendendo il colpo potenzialmente letale a breve distanza e comunque idoneo a ferire in modo grave persone o animali.

La seconda carabina, pur non convertita per l’uso di munizioni a fuoco, superava ampiamente la soglia dei 7,5 joule, limite oltre il quale la legge la considera arma comune da sparo. La potenza accertata, unita alla totale assenza di matricola, la rendeva uno strumento perfetto per la caccia illegale ai piccoli uccelli. Il colpo, infatti, risulta quasi impercettibile all’orecchio umano e non allerta la fauna circostante, permettendo di colpire ripetutamente specie protette come pettirossi, fringuelli e capinere senza essere individuati.

La presenza di armi modificate rientra pienamente nelle violazioni previste dall’articolo 3 della Legge 110/75, che punisce chi altera le caratteristiche meccaniche di un’arma per aumentarne la potenzialità d’offesa, con pene che vanno da uno a tre anni di reclusione. Nel caso specifico, la combinazione di più armi clandestine e la disponibilità immediata di munizioni avrebbe comportato l’arresto in flagranza, ma l’assenza del responsabile ha imposto la segnalazione immediata alle forze dell’ordine.

Gli agenti della Polizia Locale di Bevagna, intervenuti sul posto, hanno preso in custodia armi e munizioni, trasferendole presso il Comando per garantirne la conservazione in sicurezza. Contestualmente è stata inviata una comunicazione all’Autorità competente, che valuterà eventuali ulteriori accertamenti e i profili di legge connessi alla detenzione e all’abbandono del materiale.

L’episodio conferma l’importanza della vigilanza sul territorio e della collaborazione tra cittadini, guardie zoofile e forze dell’ordine. Un controllo nato per finalità ordinarie si è trasformato in un intervento decisivo per prevenire l’uso di strumenti potenzialmente pericolosi, tutelando la sicurezza pubblica e la fauna locale.


Il calibro 8 Flobert è una piccola cartuccia a percussione anulare, usata storicamente per il tiro a brevissima distanza e per l’abbattimento di piccoli animali. È composta da:

  • Un bossolo metallico
  • Una piccola quantità di miscela detonante (non polvere da sparo vera e propria)
  • Un proiettile in piombo

Non ha una carica propellente come le cartucce da caccia tradizionali, ma la sola capsula d’innesco è sufficiente a spingere il proiettile fuori dalla canna con una energia sorprendente.

🎯 Quanto è potente un proiettile Flobert

Pur essendo “piccolo”, il calibro 8 Flobert:

  • può raggiungere velocità tra 180 e 220 m/s
  • ha un’energia sufficiente a ferire gravemente a distanza ravvicinata
  • è letale per piccoli animali
  • può penetrare materiali leggeri (legno sottile, lamiere leggere, vetro non temperato)

Per questo, in Italia, è considerato munizione vera e propria, soggetta a tutte le norme sulle armi da fuoco.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*