Avviato un ciclo di seminari per integrare nuove tecnologie nella sanità
All’Ospedale San Giovanni Battista il futuro della sanità sta prendendo forma tra le aule e i reparti. Un gruppo di quindici professionisti tra medici, infermieri e tecnici ha avviato un percorso formativo dedicato all’uso dell’intelligenza artificiale in ambito clinico, un’iniziativa voluta e promossa dall’Azienda Usl Umbria 2 per tradurre l’innovazione digitale in strumenti operativi quotidiani.
L’obiettivo del ciclo di seminari, inaugurato nei giorni scorsi, è offrire al personale sanitario competenze che permettano un impiego consapevole e sicuro delle tecnologie di intelligenza artificiale, non come concetto astratto, ma come risorsa concreta per migliorare la qualità dell’assistenza e l’efficienza dei processi. Nel programma si intrecciano aspetti teorici e pratici, con particolare attenzione al rapporto tra tecnologia e persona: l’approccio, sottolineano i promotori, vuole restituire centralità alla relazione medico-paziente, anche in un presente sempre più digitale.
Durante gli incontri sono stati illustrati strumenti gratuiti di supporto all’attività clinica e scientifica, con esempi di applicazioni capaci di velocizzare l’elaborazione dati e ridurre i margini di errore. È stato evidenziato come l’intelligenza artificiale non sia realmente “intelligente”, ma un sistema statistico che elabora probabilità e correlazioni, e dunque occorra vigilanza costante sul risultato dei processi automatizzati. La riflessione si è concentrata proprio sulla gestione dell’errore, considerata la vera chiave per un impiego etico e sicuro di questa tecnologia.
La dott.ssa Orietta Rossi, direttrice dell’Ospedale di Foligno, ha ribadito che investire nella formazione significa preparare il personale alle nuove sfide. “L’innovazione non è un fine ma un mezzo – ha osservato – e formare chi lavora in prima linea significa contribuire alla qualità e alla sicurezza delle cure”.
Il coordinamento scientifico del progetto è affidato al dott. Mauro Zampolini, responsabile della Neurologia e del Dipartimento di Riabilitazione della Usl Umbria 2, che guida anche il gruppo intersocietario su intelligenza artificiale e riabilitazione. Secondo Zampolini, è necessario promuovere una cultura digitale equilibrata, che sappia integrare la potenza degli algoritmi con la competenza clinica e umana dei professionisti. “La priorità – ha sottolineato – è fornire strumenti concreti, subito applicabili nell’attività quotidiana, mantenendo sempre al centro la relazione con il paziente e la sicurezza del processo di cura”.
I seminari toccheranno anche ambiti specifici come l’utilizzo dell’AI per la diagnosi assistita, l’automazione delle cartelle cliniche, l’analisi automatica della letteratura medica e le metodologie per garantire un impiego responsabile degli strumenti digitali. Ogni sessione si propone di coniugare rigore tecnico e attenzione etica, formando operatori capaci di valutare criticamente le soluzioni sviluppate dall’intelligenza artificiale e di comprenderne i limiti.
L’iniziativa dell’Ospedale di Foligno si inserisce nel quadro più ampio delle politiche della Regione Umbria e della Usl Umbria 2, che puntano a rafforzare le competenze digitali e l’innovazione nei servizi sanitari pubblici. Tale percorso, oltre a promuovere aggiornamento e ricerca, si propone di creare una rete di esperienze locali da cui far nascere buone pratiche replicabili in altre strutture della regione.
L’Azienda Usl Umbria 2, fonte del comunicato, ribadisce il valore strategico di un investimento che mira a rendere la tecnologia un alleato della qualità assistenziale, nel segno di una sanità sempre più umana, partecipata e aperta al progresso.

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