Nel menù scolastico e nelle scuole il ricordo delle vittime
Foligno celebra la Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie con una serie di iniziative educative e simboliche. Venerdì 21 marzo, il Comune di Foligno, attraverso il servizio di ristorazione scolastica, proporrà nei menù delle mense scolastiche prodotti provenienti dalle cooperative che gestiscono le terre confiscate alle mafie. Un gesto simbolico che vuole sensibilizzare i più giovani sui temi della legalità e dell’antimafia. Il menù previsto include orecchiette bio al pomodoro di Siccagno, panzanella con friselline di semola di grano duro bio e mozzarella, e frollini semintegrali al cacao, piatti che raccontano il valore di un impegno collettivo contro l’illegalità.
Ma l’impegno del Comune di Foligno non si ferma qui. Il servizio scolastico ha infatti avviato un progetto più ampio di promozione della cultura della legalità, che prevede la distribuzione di libri nelle scuole del territorio. In particolare, verranno donate 100 copie del libro “Volevo nascere vento – Storia di Rita che sfidò la mafia con Paolo Borsellino” di Andrea Gentile. Un testo che racconta la tragica vicenda di Rita Atria, una giovane siciliana che, costretta a fuggire da un ambiente segnato dalla mafia, ha trovato in Paolo Borsellino un punto di riferimento. La sua storia, una delle tante vittime della mafia, è un monito sul valore della giustizia e della verità.
Nel racconto, Rita Atria, che aveva appena diciassette anni quando si trasferì a Roma, lasciò la sua terra natale, Partanna in provincia di Trapani, portando con sé il peso di un passato doloroso. La sua infanzia era stata rubata dal “Mostro” che l’aveva privata della famiglia e di un futuro sereno. La mafia, che aveva ucciso suo padre e la sua speranza, la costrinse a vivere con il peso del silenzio e della paura. Ma fu l’incontro con il giudice Paolo Borsellino a cambiare la sua vita. Il giudice, figura paterna per Rita, la incoraggiò a parlare e a denunciare tutto ciò che sapeva, per fermare l’incredibile potere della mafia.
Il legame tra Rita Atria e il giudice Borsellino si sviluppò in un rapporto di grande fiducia, e lui divenne per lei una figura di riferimento, un “zio” pronto ad ascoltarla e ad aiutarla. La sua decisione di affrontare la realtà, anche quando la verità si presentava come una ferita dolorosa, segnò un momento di svolta. Nonostante il dolore, Rita non perse mai la sua essenza di giovane donna, circondata da sogni e speranze. Purtroppo, il destino la privò della possibilità di continuare la sua lotta: una settimana dopo l’attentato a Borsellino, Rita Atria decise di togliersi la vita, troppo sconvolta dalla perdita e dal peso della sua testimonianza.
La vicenda di Rita si intreccia, quindi, con quella delle stragi di mafia del 1992, che segnarono profondamente la storia della lotta contro la criminalità organizzata in Italia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due magistrati simbolo della resistenza contro la mafia, morirono in attentati che fecero tremare la nazione. Rita, con il suo coraggio e la sua scelta di non rimanere in silenzio, ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria collettiva.
Il libro di Andrea Gentile, donato nelle scuole di Foligno, intende non solo ricordare la figura di Rita, ma anche diffondere il suo messaggio di speranza e resistenza. La lettura della sua storia diventa, dunque, un’occasione per riflettere sul valore della giustizia e sull’importanza di non cedere mai alla paura. Per le giovani generazioni, il racconto di Rita Atria rappresenta una sfida contro l’indifferenza, ma anche una testimonianza di speranza, che invita tutti a credere in un futuro libero dalla criminalità.
L’iniziativa del Comune di Foligno vuole coinvolgere i più giovani nella lotta alla mafia, attraverso un percorso educativo che non si limita a una commemorazione, ma si trasforma in un’occasione di impegno attivo. Donando questi libri, infatti, l’amministrazione intende stimolare nei ragazzi una riflessione sulla legalità e sul coraggio di denunciare ogni forma di sopruso. La memoria delle vittime delle mafie è un dovere per tutta la comunità, un impegno che deve essere trasmesso alle generazioni future.
Con queste iniziative, Foligno dimostra di essere in prima linea nella costruzione di una società più giusta e consapevole, dove la memoria e la cultura della legalità non sono solo concetti astratti, ma diventano strumenti concreti per la crescita delle nuove generazioni. Il progetto educativo che coinvolge le scuole del territorio si configura come un piccolo ma significativo passo verso una società più giusta e consapevole del proprio passato e delle sue responsabilità.
Queste iniziative, quindi, non sono solo un omaggio alle vittime della mafia, ma un modo per far sì che le loro storie continuino a vivere, ispirando il cambiamento e la giustizia.

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