Scrooge sconvolge Trevi con il suo canto di Natale

Scrooge sconvolge Trevi con il suo canto di Natale

Al Clitunno lo spettacolo per famiglie tra fantasmi e redenzione

Prosegue la stagione 2025/2026 del Teatro Clitunno di Trevi, promossa da Teatro al Centro (TEC) in collaborazione con l’amministrazione comunale, con un nuovo appuntamento dedicato alle grandi storie che parlano a tutte le età. Dopo l’omaggio a Frank Sinatra di Gianluca Guidi e “La locandiera” diretta da Enrico Fasella, il cartellone si concentra ora sull’atmosfera delle feste portando in scena “Scrooge, un canto di Natale” di Riccardo Leonelli da Charles Dickens. Lo spettacolo è programmato per domenica 4 gennaio 2026 alle 17.00 al Teatro Clitunno di Trevi, con una proposta pensata anche per il pubblico più giovane.

La pièce vede in scena Riccardo Leonelli, autore dell’adattamento, accompagnato dalle voci di Agnese Fabbretti, Serenella Proietti, Azzurra Salati, Antonio Santoro, in una narrazione che fonde teatro di parola e dimensione immaginifica. L’allestimento è presentato da Povero Willy e rientra nel progetto di TEC che supera la tradizionale distinzione tra teatro per famiglie e teatro per adulti, proponendo un unico percorso di dodici titoli capace di coinvolgere spettatori con esperienze e sensibilità diverse. Il risultato è un calendario che alterna classici della drammaturgia e produzioni contemporanee, mantenendo il baricentro su racconti solidi e personaggi fortemente caratterizzati.

Al centro della storia c’è Ebenezer Scrooge, anziano uomo d’affari chiuso nel proprio egoismo, che nella notte della Vigilia viene scosso dall’apparizione del fantasma del suo ex socio Jacob Marley, morto sette anni prima. Marley, incatenato alle proprie colpe, lo mette in guardia: la sua vita è diretta verso la stessa dannazione, ma esiste ancora una possibilità di cambiare percorso. Per riuscirci, Scrooge dovrà affrontare la visita di tre Spiriti, il Natale passato, il Natale presente e il Natale futuro, pronti a trascinarlo in un viaggio fuori dal tempo e dalle sue rassicuranti abitudini.

La resistenza iniziale del protagonista è fragile, una barriera che si sgretola di fronte alla prospettiva di una condanna eterna e di un’esistenza rimasta prigioniera dell’avidità. Il percorso che segue è una autentica discesa agli inferi della coscienza: attraverso i ricordi dell’infanzia e della giovinezza, le ferite affettive mai ricomposte, le solitudini del presente, Scrooge è costretto a osservare in controluce la trama della propria vita. Le visioni del futuro, fredde e implacabili, gli mostrano che cosa lo attende se continuerà a ignorare il dolore altrui e il valore delle relazioni.

La drammaturgia costruita da Leonelli insiste sulla capacità del racconto dickensiano di coniugare rigore morale e potenza narrativa senza scivolare né nella predica né nell’inverosimile. La trasformazione di Scrooge non viene presentata come un artificio improvviso, ma come il risultato di un processo interiore che attraversa paura, vergogna, rimorso e infine desiderio di riscatto. In scena questo passaggio si traduce in cambi di ritmo, atmosfere che oscillano tra ombra e luce, figure spettrali che diventano specchi deformanti in cui il protagonista non può evitare di riconoscersi.

Il cuore dell’opera, sottolinea l’allestimento, non è tanto la denuncia del male in sé, quanto il prezzo umano della scelta di ignorare il bene. La storia mostra la gioia che si consuma quando si rinuncia a un gesto di cura, a un sorriso, a un atto di generosità verso chi è più fragile o semplicemente più solo. È un messaggio che parla alle nuove generazioni, ma anche agli adulti, invitando a misurare la propria felicità non sulla ricchezza accumulata, bensì sulla qualità dei legami costruiti e custoditi nel tempo.

La dimensione universale del racconto permette allo spettacolo di oltrepassare confini geografici, culturali e religiosi, ponendo al centro il tema della fraternità come terreno condiviso. Scrooge, con il suo percorso di rinascita, diventa così un simbolo di possibilità di cambiamento, un promemoria che invita il pubblico a interrogarsi sulle proprie scelte quotidiane. Per questo la proposta del Teatro Clitunno si inserisce idealmente nel clima natalizio, ma conserva una forza che va oltre le feste, parlando di responsabilità e di empatia in ogni stagione.

Particolare attenzione è riservata agli spettatori giovani: lo spettacolo è dichiaratamente adatto ai bambini e ai ragazzi, che possono accedere con un biglietto speciale a 1 euro riservato a tutti gli under 18, creando l’occasione per trasformare il teatro in un vero luogo di incontro tra generazioni. La politica dei prezzi conferma la volontà di rendere il Clitunno uno spazio accessibile: interi 18 euro, ridotti 15 euro per under 26 e over 65, under 18 a 1 euro, con diverse formule in abbonamento pensate per chi desidera seguire più appuntamenti nel corso dell’anno. In questa prospettiva, “Scrooge, un canto di Natale” si presenta come uno dei momenti cardine del percorso, un tassello di una stagione che vuole radicare ancora di più il teatro nella comunità di Trevi.

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