Foligno Colpisce Agriturismi: Imposta Soggiorno Senza Dialogo

Foligno Colpisce Agriturismi: Imposta Soggiorno Senza Dialogo

Coldiretti Insorge: Esonero Negato Penalizza Turismo Rurale

Le associazioni Coldiretti Perugia e Terranostra Umbria protestano vivacemente contro l’annuncio dell’imposta di soggiorno al Comune di Foligno, scoperto attraverso i media anziché in un dialogo istituzionale, nonostante la loro formale richiesta di un faccia a faccia. Elena Tortoioli, alla guida di Terranostra Umbria – branca agrituristica e ambientale di Coldiretti, che unisce le realtà della rete Campagna Amica – denuncia un approccio distante, inaccettabile per una decisione che grava su numerose attività agrituristiche locali. Un simile passo avrebbe meritato un preliminare scambio con le categorie coinvolte, per valorizzare le difficoltà e le peculiarità delle aziende del posto.

Le due organizzazioni insistono sull’urgenza di esentare gli ospiti degli agriturismi da questa tassa, strutture votate a un turismo autentico, immerso nella campagna e nelle tradizioni contadine, lontane dal modello cittadino. Anna Chiacchierini, presidente di Coldiretti Perugia, rammenta che questi luoghi nascono come aziende agricole vere e proprie, ubicate spesso in zone periferiche o al limite del municipio, con scarso accesso ai benefici urbani. Imporre l’imposta uniformemente ignora tale essenza e aggrava le sfide di un comparto già provato da contesti difficili.

Neppure un’ipotetica parità tra la scala alberghiera delle stelle e quella agrituristica dei girasoli convince le associazioni. I girasoli, spiega Tortoioli, misurano il legame con la ruralità, l’ecologia e le produzioni agricole, non il lusso o l’offerta di comfort: una divergenza profonda, non sanabile con mere differenze di prezzo. Chiacchierini rilancia l’appello a un summit con l’amministrazione folignate, per forgiare risposte giuste che onorino il ruolo vitale dell’agriturismo nel tessuto economico, sociale e naturalistico umbro. L’argomento tassa di soggiorno, del resto, richiede presto un coordinamento regionale tra i comuni umbri, per uniformare norme sinora frammentate e scoordinate.

Queste critiche si inseriscono in un contesto più ampio di tensioni sul turismo locale. Recentemente, Foligno ha fissato tariffe da 1 euro per fattorie didattiche a 3,50 euro per residenze d’epoca, con agriturismi tassati da 1,30 euro (un girasole) a 3 euro (cinque girasoli), applicabili dal primo aprile 2026 dopo quattro notti consecutive e con sconti del 20% per gruppi oltre 15 persone. Il gettito previsto sfiora i 400 mila euro annui. Simili frizioni emergono altrove, come a Perugia, dove Coldiretti ha contestato aumenti senza concertazione. Gli operatori temono impatti su prenotazioni e competitività, specie senza fasi transitorie per chi ha già fissato soggiorni. Terranostra sottolinea come gli agriturismi promuovano un’economia sostenibile, legando visitatori a esperienze autentiche tra campi e allevamenti, contribuendo a preservare paesaggi e tradizioni umbre contro l’omologazione turistica. Senza esenzioni mirate, il rischio è un freno a un settore che genera valore indiretto attraverso filiere agroalimentari e occupazione stabile in aree interne. Le associazioni auspicano un ripensamento rapido, per evitare che una misura pensata per i bilanci comunali finisca per danneggiare il patrimonio verde dell’Umbria.

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