Fils, Mismetti, la proposta dei sindacati non dà garanzie

I lavoratori però non perderanno il loro posto perché, secondo la legge Madia, saranno ricollocati

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Fils, Mismetti, la proposta dei sindacati non dà garanzie

PERUGIA – Il piano di liquidazione della Fils va avanti. Lo hanno ribadito il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, e l’assessore Elia Sigismondi, presente il vicesindaco Rita Barbetti, nel corso di una conferenza stampa, sottolineando di non condividere la proposta dei sindacati.

Sigismondi ha ripercorso i passaggi dalla messa in liquidazione della Fils, avvenuta nel luglio del 2016. “E’ stato presentato un piano industriale che prevedeva il cambiamento del contratto, da pubblico a quello multiservizi, per i lavoratori – ha detto l’assessore – oltre ad una serie di misure per migliorare l’efficienza della società. Il cambiamento di contratto non è stato accettato dai lavoratori – ha osservato Sigismondi – ma la nostra principale preoccupazione è stata quella di salvaguardare i posti di lavoro. La proposta dei sindacati prevede 6 esuberi. Noi tuteliamo il lavoro di tutti e sono state bandite le gare per l’affidamento dei servizi (pubblicità e affissioni, gestione e manutenzione cimiteri, global service per le aree di emergenza, gestione del verde, gestione del patrimonio stradale, la custodia degli immobili di proprietà comunale, la gestione dell’Auditorium San Domenico) con la salvaguardia dei posti di lavoro”.

Per il sindaco Mismetti “la proposta dei sindacati non corrisponde al criterio di attenersi alle norme, cioè garantire un utile dell’azienda entro due-tre anni. E considerando il disavanzo della Fils è necessaria la ricapitalizzazione. Ma bisogna far sì che gli interventi attivati riportino la società in attivo”.

Il sindaco ha sottolineato che “in questi giorni ho visto tanti ad ergersi a paladini dei lavoratori ma prima sono stati carnefici. I consiglieri hanno il diritto di fare una proposta di delibera, la portano in Consiglio e se ci sono i voti, viene approvata. Io non la voterò”. Mismetti ha, tra l’altro, posto l’accento sul fatto che il piano industriale, presentato dall’amministrazione comunale, sarebbe stata l’unica soluzione valida per il futuro dell’azienda. I lavoratori e i sindacati non l’hanno accettata. E’ una loro scelta, legittima, ma prevedeva tre nuove assunzioni e quindi la fine di alcune situazioni di precariato. Sarebbero aumentate le ore di lavoro con una riduzione del loro costo, visto che avremmo risparmiato sugli straordinari e sarebbe arrivato un efficientamento dell’azienda. Sfido a trovare una situazione come la nostra, dove viene applicato il contratto degli enti locali. ma semplicemente l’adeguamento ad altre situazioni”.

L’assessore Sigismondi ha messo in rilievo che “i lavoratori però non perderanno il loro posto perché, secondo la legge Madia, saranno ricollocati all’interno di quelle aziende che vinceranno i bandi, come previsto dalla clausola di salvaguardia”.

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1 Commento

  1. Il Comune, per cortesia, potenzi le funzioni di amministrazione e controllo degli appalti che sottoscrive senza fare l’imprenditore che non sa fare.
    Anzi, per dare ossigeno alla economia locale decentri a imprese private tutti i lavori e i servizi che realizza al suo interno (ci sono oltre 300 dipendenti comunali!!) liberandosi dei relativi costi (manutenzioni, progettazioni, servizi vari..)
    Non ci si metta anche lui a togliere quel poco di lavoro pubblico che le imprese cercano di raggranellare per sopravvivere (coi loro operai).
    I lavoratori della FILS hanno tutta la mia solidarietà e sono certo che troveranno un altro lavoro.
    Come sono certo lo troveranno tutti gli altri operai che hanno perso il loro posto di lavoro (e che non lo avrebbero perso se le imprese che li avevano assunti avessero potuto eseguire i lavori che il comune in passato affidava senza concorrenza alla Fils che li faceva….. rimettendoci).
    Un amministratore di soldi pubblici ha un solo “padrone”: il cittadino che gli ha dato fiducia.
    Se amministra per altri interessi o per salvare il posto dei “suoi amici” tradisse gli interessi dei cittadini che gli hanno dato fiducia, corre il rischio di essere messo alla porta dai condomini che lo hanno eletto!

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