Castellani rivendica la difesa, procura insiste sui domiciliari

Castellani rivendica la difesa, procura insiste sui domiciliari

Il dirigente comunale di Foligno davanti al Gip di Spoleto

Punta tutto sulla legittima difesa la linea dell’avvocato di Francesco Maria Castellani, dirigente comunale di Foligno, attualmente ai domiciliari con l’accusa di tentato omicidio. L’uomo, 62 anni, incensurato, ha colpito con una coltellata all’addome un 39enne durante un acceso litigio in via Garibaldi. Nell’udienza di convalida davanti al Gip di Spoleto, Castellani ha fornito una ricostruzione dettagliata dell’episodio, sottolineando di aver agito per timore della propria incolumità.

Secondo quanto riferito, la discussione sarebbe nata ancora una volta per i cani. Il pitbull del ferito, condotto al guinzaglio ma privo di museruola, si sarebbe avvicinato agli animali dell’indagato. Da lì il confronto verbale, degenerato in pochi istanti. Castellani ha raccontato di aver estratto il coltello quando il rivale, tuttora ricoverato in prognosi riservata ma non in pericolo di vita, si sarebbe avvicinato con atteggiamento minaccioso.

Il dirigente ha presentato al giudice documentazione medica che attesta seri problemi alla colonna vertebrale conseguenti a un incidente motociclistico. “Ho avuto paura di essere aggredito e di finire sulla sedia a rotelle”, ha spiegato, aggiungendo che al momento dell’estrazione del coltello i due si trovavano a circa cinque metri di distanza.

Il 39enne avrebbe replicato con tono provocatorio, invitando Castellani a “dimostrare cosa sapesse fare”. A quel punto, secondo la versione dell’indagato, sarebbe scattato il colpo all’addome. La dinamica sarà ora confrontata con le testimonianze raccolte sul posto, con la relazione della polizia e con le immagini di videosorveglianza.

Il materiale è al vaglio del Gip, che nelle prossime ore dovrà decidere se confermare la misura cautelare dei domiciliari, come richiesto dalla procura. La vicenda ha suscitato forte attenzione in città, dove Castellani è figura conosciuta per il suo ruolo istituzionale. L’esito dell’udienza sarà determinante per stabilire se la sua versione di difesa personale troverà riscontro negli elementi oggettivi raccolti dagli inquirenti.

La procura insiste sulla necessità di mantenere la misura restrittiva, ritenendo la condotta del dirigente di estrema gravità. La decisione del giudice, attesa a breve, rappresenterà un passaggio cruciale per l’evoluzione del procedimento.

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